Il calendario scolastico: per i nostri lettori va lasciato così com’è

I lettori di Aostasera hanno risposto numerosi al sondaggio sulla possibile revisione del calendario scolastico a partire dalla proposta della Ministra Santanché con l'ottica di destagionalizzare il turismo di massa.
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Per i lettori di Aostasera che hanno partecipato al sondaggio proposto sull’eventuale e possibile revisione del calendario scolastico,  questo cambiamento non s’ha da fare.

Il 42% si è espresso per mantenere l’attuale organizzazione scolastica con i tre mesi di stop estivo e le due settimane a Natale. Una percentuale significativa che diventa maggioranza netta dei voti se viene sommata a al 15% di coloro che pensano che la scuola non debba in alcun modo piegarsi alle esigenze del turismo e della destagionalizzazione, motivi alla base della proposta tanto discussa della Ministra Daniela Santanché. Il restante 43% di chi si è espresso – il quiz in pochi giorni ha raccolto 5.074 risposte, pensa che ile vacanze estive siano troppo lunghe (30%) o preferirebbe avere più pause durante il periodo invernale (13%).

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Rivedere il calendario scolastico e le vacanze estive, si anima il dibattito: vota il nostro sondaggio

Il dibattito intorno alla proposta di revisione del calendario scolastico, lanciata dalla Ministra Daniela Santanchè è al centro di un dibattito sul web e anche sul nostro giornale che coinvolge operatori del turismo, insegnanti, famiglie. E così abbiamo scelto di sondare l’opinione dei nostri lettori. Il quiz è puramente indicativo e non ha valore statistico.

 

 

Scuola, addio ai tre mesi di vacanze estive? Il turismo è d’accordo, ma la situazione è complessa

di Luca Ventrice

Stop ai tre mesi di vacanze scolastiche estive, così come ai venti giorni durante le festività natalizie. Quindi, in sostanza, pause più “spezzettate” durante l’anno con l’obiettivo di destagionalizzare il turismo e di farlo crescere durante tutto l’anno.

La questione – la proposta di revisione del calendario scolastico – è ancora in un limbo, tutta da discutere. Ma il tema è lanciato. E a farlo, durante il Forum sul Turismo a Milano degli scorsi 23 e 24 gennaio, è stata la ministra del Turismo stessa Daniela Santanchè.

“Intendiamo proporre un allineamento graduale del calendario scolastico a modelli europei più moderni per favorire i flussi interni – aveva annunciato, come riportato da un lancio Ansa –. Il nostro calendario scolastico concentra le vacanze principalmente in due periodi dell’anno, a differenza di quanto avviene nella maggior parte degli altri Paesi occidentali dove le pause scolastiche sono suddivise in modo più equilibrato lungo l’intero arco dell’anno. Questa peculiarità non agevola il turismo interno”.

Per questo – ha aggiunto – “stiamo dialogando con il collega Valditara (Ministro dell’Istruzione e del Merito, ndr.) – per avviare un percorso di confronto e lavorare su una graduale revisione dei piani scolastici”. E, anche se sempre l’Agenzia stampa spiega che di proposte concrete – lato dicastero dell’Istruzione – ancora non ce ne siano, il dibattito è ormai sul tavolo.

La voce degli albergatori

Il presidente Adava Luigi Fosson
Il presidente Adava Luigi Fosson

È presto, ma gli albergatori vedrebbero con favore una distribuzione diversa delle vacanze. O, come spiega il presidente Adavariconfermato di frescoLuigi Fosson, che ha sempre parlato di destagionalizzazione: “Sono sessant’anni che se ne parla, e sono sessant’anni che siamo d’accordo – ha spiegato –. Preferiremmo ci fossero meno vacanze a Ferragosto e più a novembre, perché per destagionalizzare ci vogliono le occasioni”.

“In generale – aggiunge –, mi sembra un’idea di buonsenso. Ma si tratta di ritarare le cose. Gli inglesi, ad esempio, hanno 14 giorni a Pasqua. Mentre gli svedesi sanno che avranno a disposizione per le vacanze delle settimane ben precise. E così prenotano già per l’anno dopo. Per gli italiani è impossibile”.

Non solo: “Le persone, poi, riescono a organizzarsi se ci sono i ponti. In Italia, ad esempio, l’Ascensione (il giovedì dopo la quinta domenica di Pasqua, che quest’anno cadrà il 14 maggio, ndr.) o la Pentecoste (che cade nel cinquantesimo giorno dalla Pasqua, quindi il 24 maggio 2026, ndr.) non sono più festività. Però potrebbero essere occasioni utili per destagionalizzare”.

La voce della scuola

La sovrintendente agli Studi Marina Fey
La sovrintendente agli Studi Marina Fey

Per la scuola la questione è più complessa. Ma non pregiudizialmente da cassare: “È sicuramente un tema importante – ha spiegato la sovrintendente agli Studi Marina Fey –. E non è il primo anno che si discute del calendario scolastico e di cambiare il modello delle vacanze di estive come avviene in altri Paesi, anche perché il modello della scuola, come abbiamo ribadito più volte, è cambiato rispetto negli anni”.

Insomma, dice la Sovrintendente, “è un’analisi che dovrebbe essere fatta anche sul territorio, lo dicevo ai dirigenti scolastici stessi, anche per capire cosa offrano le Unité o i singoli comuni per continuare con un percorso educativo/formativo degli studenti anche durante le vacanze. Poi, c’è anche una parte didattica da pensare senza uno stop così significativo come quello estivo ma con qualche giorno di vacanza nei periodi, a volte anche di tre mesi, senza pause. Questo, sempre rimanendo nel limite dei 200 giorni di scuola previsto dalla legge”.

Qualcosa, negli anni, si è mosso: “Da tempo si cerca di proporre, con finanziamenti previsti dal Pon (il Piano operativo nazionale, ndr.), attività non prettamente scolastiche che permettano di avere una scuola che resta aperta sul territorio – aggiunge Fey –. Questo, anche per venire incontro alle esigenze chi non sempre ha i familiari a casa che possano stare con i propri figli, ad esempio”.

Le questioni in ballo non sono poche: “Ad oggi, il Ministero chiede di proseguire con i progetti non obbligatori. Poi, le scuole possono proporre dei progetti, magari non con gli insegnanti ma con educatori ed esperti, per avere continuità educativa. Ma se non si tratta di didattica legata al calendario non può essere obbligatoria”.

“Parliamo di un calendario nazionale con appuntamenti precisi come gli esami di Stato – sempre Fey –. E, di solito, il calendario esce a marzo. Segue poi un passaggio nel Consiglio scolastico, una delibera di Giunta ed il decreto della Sovrintendenza. Quindi, occorre aspettare le eventuali decisioni a livello nazionale, poi le istituzioni hanno un margine di autonomia”.

Nel mezzo, ci sono esigenze diverse – ad esempio tra le scuole in località fortemente turistiche rispetto ad altre più in fondovalle –, ma non solo: “C’entrano anche i locali scolastici: per svolgere le attività a luglio o ad agosto, quando le temperature sono alte, servirebbe l’area condizionata o edifici che garantiscano un ambiente adeguato”.

Poi, ci sono i docenti: “Se la proposta modificasse il calendario a tutti gli effetti, questo significherebbe apportare altri cambiamenti – chiude Fey –. Parliamo di un periodo in cui, di solito, parte degli insegnanti non è impegnata. Ci fosse una rivisitazione a livello ministeriale del calendario, questo inciderebbe anche su tutta l’organizzazione”.

26 risposte

  1. Per quanto riguarda la scuola superiore gli esami di maturità finiscono entro il 10 luglio e gli esami di riparazione iniziano il 23 agosto .. dove sono i 3 mesi di vacanza ????? Meglio fare,vacanza d’estate che d’inverno altrimenti servirebbero i condizionatori e che spesa se dovessimo metterli in tutte le classi !!!!

  2. Sono una nonna e sono d’accordo, ai miei tempi le scuole iniziavano a Ottobre, con tutto ciò non siamo né analfabeti né ignoranti, anzi, vi erano anche allora i laureati e i diplomati, ricordiamoci il passato egregi signori mio padre iniziavano a Ottobre e il calendario aveva molte e dico molte festività. Ma sono stati la generazione che ha fatto grande l’Italia. Quindi che andate blaterando. I nostri figli e nipoti non sono merce di scambio per far godere gli albergatori. Vogliamo goderli in famiglia nei mesi estivi ,i nonni hanno poco tempo ma molto da insegnare.

  3. Assolutamente d’accordo a limitare il periodo di vacanze durante l’estate (un 1 luglio-31 agosto sarebbe già piu che sufficiente) e aumentare le vacanze durante l’anno per diverse ragioni!
    All’estero, vicina Francia compresa (dalla quale potremmo prendere spunto), nessuno fa delle vacanze cosi lunghe in estate.
    I francesi ad esempio lasciano tanto spazio alle “Vacances d’Hiver”, spesso anche 15 giorni durante il periodo invernale.
    Siamo una regione alpina dove tanti ragazzi sciano, ma è possibile che non riusciamo neanche a fargli fare una settimana in inverno?? (spesso per le vacanze di carnevale ci sono solo 2 giorni di vacanza, neanche la settimana intera!!!). Non siamo in Calabria o in Sicilia (dovremmo anche diversificare le vacanze a seconda delle regioni non possiamo paragonare un Trentino e VdA al Sud Italia, anche per questioni climatiche! In Sicilia fa caldissimo fino a fine settembre – ed è sensato iniziare le scuole dopo metà del mese -, in Valle già ai primi di settembre le temperature sono accettabili per tornare in aula). In definitiva togliere giugno e settembre (che spesso sono problematici anche per i genitori non essendoci i centri estivi), aumentare i giorni di vacanza in inverno soprattutto ma qualche giorno anche in primavera e autunno (magari in concomitanza dei ponti).

  4. Concordo! Sono in pensione dopo 40 anni di servizio come insegnante e penso che la maggior parte delle persone non abbia un’ idea corretta della scuola e delle sue reali problematiche. Abitando in pianura padana, sottolineo inoltre che qui durante gli esami di maturità dobbiamo riciclare anche gli sgabuzzino per trovare ambienti dove gli studenti e il personale non schiatti o per le temperature e per l’ afa, perché il condizionatore esiste solo in presidenza e in segreteria e manco ci sono i ventilatori: da maggio in poi le aule sono forni!

  5. Ennesima idiozia a favore del turismo e non a favore dei ragazzi. Piuttosto gli scienziatoni dell’istruzione dovrebbero proporre più attività extrascolastiche.. ad esempio d’estate. E non rinchiudersi per inventare delle cagate assolutamente inutili.

  6. Io sono un’ insegnante e sarei d’accordo a redistribuire le vacanze estive, che sono tre mesi solo per i ragazzi e non certo per noi considerato che siamo in servizio fino al 30 giugno alle prese col burocratico e con la formazione e riprendiamo il 1 settembre salvo impegni per esami in luglio. È vero che tre mesi di fermo sono deleteri per la didattica e i ragazzi tornano a settembre che hanno dimenticato il 70% di quanto appreso. Lo abbiamo sempre detto noi docenti ma come sempre nessuno ci ascolta. Invece ascoltiamo la Santanchè che lo propone per il turismo e non certo per migliorare la nuova generazione. Che tristezza già solo parlarne in questi termini.

    1. Se dimenticano il 70% di quanto ipoteticamente appreso c’è qualcosa che non va nella didattica. Non è la pausa estiva a fare la differenza, ma il modo di insegnare. Comunque come madre dico no a seguire fantomatiche esigenze turistiche, l’estate è per i ragazzi, per fare esperienze e per rilassarsi, i docenti come detto in tanti commenti si formano e hanno impegni anche d’estate.

  7. L’ipotesi di prolungare le attività scolastiche fino al 30 giugno, ossia per circa 22 giorni oltre il termine attualmente previsto, appare una scelta di buon senso per diverse ragioni.
    In primo luogo, consentirebbe ai docenti di completare in modo più efficace l’azione didattica, evitando le consuete corse di fine anno e garantendo maggiore qualità agli apprendimenti.
    In secondo luogo, tali giornate potrebbero essere redistribuite nel corso dell’anno scolastico, permettendo una migliore organizzazione dei tempi scuola e favorendo, al contempo, brevi periodi di pausa utili alle famiglie e al personale, con ricadute positive anche sul settore turistico.
    Infine, questa organizzazione consentirebbe ai docenti di fruire pienamente delle ferie nel periodo compreso tra il 1° luglio e il 31 agosto, nel rispetto dei diritti contrattuali e di un necessario equilibrio tra lavoro e recupero psicofisico.

  8. Solo persone ignoranti possono dire gli gli insegnanti hanno tre mesi di vacanze .Tra scrutini,esami di maturità e recupero debiti ad agosto restano 36 giorni precisi di ferie come tutti i dipendenti statali.
    Prima di destagionalizzare le vacanze penserei ad adeguare gli stipendi agli standard europei poi magari……

    1. Magari adeguare anche agli standard europei il livello e la qualità dell’insegnamento non sarebbe male. Riguardo alle ferie gli altri ne hanno 20/22 all’anno non 36.

      1. Quindi dovremmo andare al ribasso. Se c’è qualcosa di assolutamente indiscusso è il fatto che i nostri studenti sono più preparati degli altri europei. E i famosi scambi in quarta superiore lo confermano: i nostri studenti all’estero si trovano a cincischiare su programmi già svolti. Gli stranieri che vengono nelle nostre quarte, invece, non sono all’altezza come preparazione.

  9. Non sapevo, il PNRR deve aver dato i suoi frutti, le scuole sono dotate di aria condizionata e il fotovoltaico sui tetti, azzera i costi nelle soleggiate giornate? Non come in Austria, Francia o Germania dove scatta “hitzefrei” se in aula si superano i 27 gradi. I bambini e i ragazzi sono il nostro futuro, sono la più grande ricchezza di questo paese, meritano più rispetto di una merendina al supermercato.

  10. Qualcuno può avvisarli che non riusciamo neanche a pagarci casa, cibo e bollette, figurati le vacanze? Weilà, senza soldi ci fai sega con le feste spalmate.

  11. Mi sembra la solita demagogia politica. Un po’ come quando si parlava del TGV da Aosta a Parigi passando per un fantomatico tunnel sotto il piccolo San bernardo.

  12. Vogliamo scommettere su chi sarà contrario a questa proposta? Gli insegnanti! Chi rinuncerebbe ai tre mesi ininterrotti di vacanze estive retribuite?

    1. Come insegnante sarei felice di un calendario scolastico sul modello svizzero, credo ci sarebbero vantaggi anche dal punto di vista didattico. Inoltre noi precari non staremmo senza stipendio per tre mesi.

    2. Immagino che lei non sia un insegnante e nemmeno un politico ma solo un informatissimo benpensante. Nonostante gli insegnanti siano una categoria abbastanza conservatrice, non vengono mai interpellati nella scelta del calendario scolastico. Io sono un insegnante e sarei favorevole ad avere maggiori interruzioni durante l’anno scolastico riducendo la pausa estiva, che dura per noi esattamente due mesi, salvo attività occasionali di aggiornamento.

      1. Non devo dimostrare a lei chi sono. Cmq siamo d’accordo che avere maggiori interruzioni durante l’anno scolastico sarebbe probabilmente un vantaggio. Le ricordo che ci sono suoi colleghi che sono pagati dall’inizio dell’anno scolastico fino al 30 giugno e in alcuni casi fino al termine delle lezioni, quindi si c’è chi resta senza lavoro e stipendio per 3 mesi

    3. I tre mesi vanno calcolati esattamente da quando? Perché io non li vedo proprio. Considerando che almeno fino a metà giugno ci sono gli scrutini. Inoltre ci sono sia gli esami di maturità sia quello di recupero che vanno fatti a luglio o ad agosto. Qualche insegnante riesce a farsi un paio di mesi netti di pausa, soprattutto chi ha il contratto al 30 giugno ma la maggior parte si fa al massimo un mese e mezzo, che poi sono i classici 32 giorni di ferie che tutti hanno. Considerando poi che una buona parte di insegnanti arriva dal sud Italia è lecito aspettarsi che vogliano tornare a casa

    4. primaria siamo in servizio fino al 30 giugno e riprendiamo il lavoro il primo settembre. I colleghi delle superiori lavorano anche a luglio e riprendono l’ultima settimana di agosto.Tolti i 32 giorni di ferie che sicuramente anche i commentatori superficiali come Lei hanno a disposizione si faccia il conto. Non sono certo ” tre mesi di vacanze estive”. Con uno stipendio vergognoso, alunni e soprattutto genitori maleducati ed immani responsabilità. Farebbe a cambio?

    5. Io sono contraria da SEMPRE….e sono una semplice mamma….i ragazzi hanno bisogno delle vacanze, di staccare e vivere la famiglia i nonni, gli amici la bicicletta e le passeggiate, hanno bisogno del tempo per annoiarsi ed essere felici…..Nel periodo scolastico hanno tutto il tempo per studiare, e nelle vacanze, il diritto di essere liberi…
      Non so o pacchetti postali, non sono adulti, e non sono merce di scambio per gli operatori turistici…
      Se si organizza una vacanza fuori calendario esistono le giustificazioni….e si possono firmare in qualsiasi momento…Le vacanze dovrebbero essere anche più lunghe, tanto chi vuole studiare ha tutto il tempo per farlo, e chi non studia non lo farà mai…..
      UNA MAMMA CHE SI VUOLE GODERE SUO FIGLIO

  13. La questione é troppo complessa, non é la prima volta che se ne parla. Molti docenti delle superiori poi lavorano fino quasi a metá luglio e poi dopo il 15 agosto sono giá operativi per i corsi di recupero. Con progetti come scuole aperte o pnrr poi la scuola é stata operativa praticamente tutta l’estate con corsi di mentoring e di aiuto disciplinare. Il problema é che mentre i politici operano in uffici con aria condizionata anche d’estate in certi capannoni scolastici prefabbricati ( che avete voluto voi cari politici) senza aree verdi, palestra e con aule strette come scatole di cartone le temperature interne giá da luglio sono stabilmente sopra i 30 gradi. Mettetevi dunque una mano sul cuore, grattatevi poi la testa e mettete mano al portafogli per trasformare luoghi di reclusione in spazi vivibili anche in luglio ed agosto.

  14. Cambiare tutto il calendario scolastico per seguire le nuove esigenze di alunni, genitori e didattica sono d’accordo: limitarla solo per le questioni di destagionalizzare l’industria del turismo. Un calendario scolastico modificato per esigenze economiche. Ma faccio una sola osservazione: facciamo che riduciamo ai soli mesi di luglio e agosto le vacanze estive, facendo l’anno scolastico dal 1° settembre al 30 giugno. Il problema di suddividere i 200 giorni in quel periodo nessun problema. Nascono però alcuni problemi tecnici per il resto: si dovrebbe concentrare tra il 1° luglio e 31 agosto, scrutini di fine anno, esame di maturità, eventuale esami di maturità supplettivi, corsi di recupero estivi, esami di riparazione, lavori invasivi nei plessi scolastici. E insime a tutto ciò si deve garantire nello stesso periodo ai docenti i 34/36 giorni di ferie obbligatori da svolgere entro il 31 agosto, che per legge non possono essere fatte durante l’anno scolastico per ovvi (i possono anticipare solo 5 giorni di ferie solo per motivi personali dei docenti o nel caso abbiamo finito il numero legale di permessi retribuiti). Idea buona, ma gli albergatori devono aspettarre: la cosa si può fare ma deve seguire l’iter parlamentare, che implicherà anni prima di arrivare ad attuare il nuovo calendario scolastico. Già per attuare tutta la semplice riforma Gelmini ci sono voluti 5 anni. Per una modifica totale della struttura organizzativa delle scuole e del suo calendario scolastico ce ne vorranno molti di più viste le pantomime politiche che ci saranno a Roma al riguardo.

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