Uscire dal tunnel della dipendenza, che si tratti di droga o alcool, è un percorso lungo e faticoso. Una delle fasi più delicate del processo di riabilitazione è propria l’ultima, il momento in cui il soggetto interessato torna a contatto con la società, cercando di reinserirsi nel mondo del lavoro.
Per favorire un graduale passaggio dalla fase iniziale in una struttura protetta a una possibile fase autonoma, l’assessorato della Sanità e l’USL, in collaborazione con la cooperativa sociale La Svolta e l’associazione El Dorado Jumping Team, sta per avviare (dal mese di maggio) un laboratorio occupazionale, dal titolo “A cavallo della vita”.
“Il progetto – ha spiegato l’assessore alla Sanità Lanièce – è finalizzato a far sì che persone con problematiche di dipendenza possano acquisire competenze tecniche specifiche sul mondo dell’equitazione e della cura degli animali, in un ambiente piacevole, lavorando a contatto con altre persone e con figure professionali di riferimento.
L’iniziativa coinvolgerà otto persone, quattro impegnate nei prossimi 12 mesi e quattro nei successivi 12, attualmente ospitate a La Svolta. Ad assisterle ci saranno due responsabili, uno di progetto e uno clinico, due educatori, gli operatori della cooperativa e cinque tutors dell’associazione.
“Si tratta di una tipologia di progetto – ha commentato Stefania Riccardi, direttore dell’USL – che può essere esportato, con opportuni adattamenti, ad ambienti e contesti diversi, quali l’agricoltura e la cura delle aree verdi, piccoli lavori di artigianato tradizionale, lavori di utilità pubblica”.
L’iniziativa è finanziata (67 mila euro) con le risorse assegnate dallo Stato per la realizzazione del sistema integrato d’interventi e servizi sociali a valere sul Fondo nazionale per le politiche sociali.
“Il rapporto uomo-animale che s’instaura nello svolgimento di questa attività – spiega il Presidente della Cooperativa Sociale La Svolta, Flavia Vinciguerra – favorisce l’espressione delle proprie capacità e potenzialità. Prendersi cura di un animale aiuta ad aumentare la consapevolezza che il prendersi cura di se stessi fa bene e aumenta la propria autostima e il rapporto uomo-cavallo. In precedenti esperienze simili, si è dimostrato un eccezionale strumento terapeutico nell’aiutare le persone a superare difficoltà relazionali e di rapporto con gli altri, tipiche della tossicodipendenza e delle condizioni di emarginazione”.
La bontà dell’operazione, già testata in passato, è confermata anche dal Presidente dell’Associazione El Dorado Jumping team, Alberto Barrovecchio: “Il rapporto con i ragazzi è fantastico, quando arrivano sono molto chiusi, alcuni perplessi, poi escono con il sorriso. Un ragazzo addirittura ha deciso di rimanere con noi e ora si occupa delle scuderie”.
