Società di Silvia Pandolfini |

Ultima modifica: 16 Luglio 2020 17:08

A Pont-Saint-Martin salta anche la festa di San Lorenzo

Pont-Saint-Martin - Pont-Saint-Martin, prima che dispiaciuta, appare comprensiva, rassegnata e dubbiosa anche rispetto al carnevale, ma bilanciata tra desideri e prevenzione.

La statua di San Lorenzo nella facciata della Chiesa di Pont-Saint-MartinLa statua di San Lorenzo nella facciata della Chiesa di Pont-Saint-Martin

Saltata la festa delle cascine a maggio, annullata anche quella del patrono ad agosto. Un San Lorenzo di sole stelle cadenti. Pont-Saint-Martin, prima che dispiaciuta, appare comprensiva, rassegnata e dubbiosa anche rispetto al carnevale, ma bilanciata tra desideri e prevenzione.

Quest’anno niente festa di San Lorenzo. “Non ci sono le condizioni”, argomenta Battista Enrietti, presidente della Pro Loco di Pont-Saint-Martin “Non è neanche detto che si farà il carnevale”, aggiunge, ammettendo le limitazioni da rispettare complicate e imprecise. Il DPCM preclude infatti ancora le sagre, visti il divieto di assembramenti e di balli.

L'Espace de la rencontre (il padiglione dove si svolgeva parte della festa)
L’Espace de la rencontre (il padiglione dove si svolgeva parte della festa)

Ad essere scettico in primo luogo il sindaco Marco Sucquet: “Ho i miei dubbi, sarà difficile. La festa è i primi di agosto e si comincia a inizio luglio ad organizzare”.

Ma anche la popolazione del paese presagiva una soppressione della festa. “Ormai siamo talmente avvezzi alle limitazioni del Coronavirus che è quasi più normale non andarci che andarci”, riflette Mariella. “Hanno paragonato questa pandemia a una guerra, e le feste a Pont-Saint-Martin non sono più state fatte in tempo di guerra, come negli altri paesi”.

È un provvedimento che non stupisce, e che addirittura conforta qualcuno: “Sono dispiaciuta ma anche tranquilla. Se si facesse rischieremmo di non poterla fare l’anno prossimo”, spiega Tonina. Certamente di fronte a un periodo di tale tribolazione e incertezza le preoccupazioni preminenti sono altre.  “Non so ancora se riuscirò a entrare nel mio ufficio, né quando potrò andare a trovare mia madre. È un discorso di priorità”, continua Valeria.

Comunque, seppur secondariamente, grava il dispiacere per l’annullamento della tradizionale celebrazione di San Lorenzo. “Per me è un appuntamento annuale, una festa tanto attesa, uno svago, una deviazione alle abitudini”, racconta Luana, che da quando è piccola prende parte all’evento. “Non andarci quest’anno sarà triste come tutto il resto che non si può fare”.

Luana, uno dei testimoni
Luana, uno dei testimoni

Le danze, la calca inconsueta e i pasti in compagnia sono le peculiarità che più mancheranno quest’anno ai paesani. “E’ un momento di aggregazione, di leggerezza, di incontro”, descrive Valeria. “Mi piaceva stare fuori la sera e sentire la musica in paese”, aggiunge la figlia. La festa patronale viene percepita dai ponsammartinesi come una delle poche ricorrenze che animano il paese, garante il divertimento e il ritrovo di vecchie conoscenze. “Era un’occasione per incontrare i miei coetanei e vedere il paese pieno di gente come non mai”, riferisce la giovane Sofia, amareggiata dalla notizia. E oltre che condivisione, favoriva collaborazione.  “Cucinare durante San Lorenzo è un divertimento più che un lavoro. Si scherza, si ride e non ci si scoraggia di fronte alla coda chilometrica di persone”, racconta Erik, esaltando la sua soddisfazione a contribuire per il paese, descrivendo un “forte senso di appartenenza”. “E’ l’unica occasione in cui si ritrovano gli amici conosciuti in gioventù e poi persi. È Sempre un grande piacere”, continua Erik.

Erik e Mariella
Erik e Mariella

San Lorenzo è dunque oggi motivo di grande aggregazione per il paese, mentre una volta la festa aveva “un taglio più famigliare”, svela Mariella. I festeggiamenti si svolgevano solo al lunedì pomeriggio al Bousc Daré, piccola località boschiva sopra Pont-Saint-Martin. “Per noi era un giorno particolare, senza incombenze né a casa né in campagna. Andavamo vestiti rigorosamente da festa, perché era proprio una festa. A me rimane nell’anima il San Lurensin”. Affezionata alla tradizione, la signora racconta le consuetudini culinarie dell’evento, precisando: “Erano piatti che si mangiavano anche a casa ma mangiati lì avevano tutto un altro taglio”

Una fotografia di Mariella da adolescente scattata alla tradizionale festa di San Lurensin al Bousc Daré
Una fotografia di Mariella da adolescente scattata alla tradizionale festa di San Lurensin al Bousc Daré

Insomma, è proprio la particolare componente sociale a rendere l’appuntamento fisso tanto apprezzato e sentito. Quest’anno rimpiazzeranno la festa gite in montagna e grigliate, ma slegate dalla celebrazione di San Lorenzo. Il mero significato della festa quest’anno “andrà un po’ nel dimenticatoio”, secondo Mariella. Dei tradizionali festeggiamenti rimane solo la celebrazione della Messa il 10 agosto in onore del Santo Patrono.

Ma nonostante la tradizione mancata, i ponsammartinesi restano comprensivi e fiduciosi. “L’importante è che rimangano le basi per organizzare le feste. La faremo più bella il prossimo anno!”, rilancia ottimista Erik. In fondo, come sostiene Valeria, “bisogna fare quello che è giusto per tutti”.

Silvia Pandolfini

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