Bisogna unire gli sforzi da parte di tutti per arrivare ad una riduzione dei prezzi, alla quale punteremo in futuro per dare respiro alle famiglie. L'esempio della regione Marche crediamo sia un buon inizio, in una regione sensibile da sempre rispetto ai diritti dei cittadini e segnata da una crisi economica che ha colpito artigiani, piccoli imprenditori e commercianti. E’ quanto afferma in una nota Andrea Piccirilli, presidente dall’associazione dei consumatori ADOC.
Il problema è sempre lo stesso, percepito e subito ormai da mesi dai portafogli della gente: il rincaro dei prezzi sui beni di primo consumo. Per questo motivo, sulla spinta del recente accordo favorito dalla Regione Marche tra le associazioni di categoria del commercio, consumatori e imprenditori di piccola, media e grande distribuzione, per bloccare i prezzi di 75 beni di consumo fino al 31 agosto 2008, l’Adoc Valle d’Aosta, evidenzia che “L'accordo da sottoscrivere a livello regionale è più facile da concordare e controllare e può essere un nuovo metodo per combattere il caro vita”.
Adoc fa appello alla Regione Valle d’Aosta, per l’estensione di quanto già avvenuto nelle Marche e si rende disponibile ad un incontro con rappresentanti della GDO e dei commercianti. “In particolare crediamo necessaria una nuova alleanza con i piccoli commercianti, ubicati nei centri storici che, al di là delle responsabilità che ci sono state nel 2002 per il rialzo dei prezzi, si trovano ad affrontare oggi gravi problemi di sopravvivenza – evidenzia Piccirilli – anche a causa dell’aumento degli affitti, delle tariffe e tasse locali, e della concorrenza delle grandi catene e degli outlet. Ma per l’Adoc la bottega e i mercatini rionali sono una risorsa che va difesa”.
In riferimento alla crisi dei consumi, è importante la concomitanza dell’iniziativa con il Tax-Day promosso dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, cui l’Adoc aderirà attraverso la firma dei propri associati “Siamo convinti sia necessario ridare peso ai redditi – continua Piccirilli – con l’alleggerimento della pressione fiscale sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, le più basse d’Europa, e le pensioni, firmare per contribuire all’aumento del potere d’acquisto delle famiglie”.
