Anche in Valle reazioni alla sentenza che vieta crocifissi a scuola. Aostasera propone un sondaggio

La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore all'istruzione Laurent Vierin, "invita tutte le scuole di ogni ordine e grado a mantenere il crocefisso nelle aule". Siete d'accordo? Votate il sondaggio nella apposita sezione del quotidiano.
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Anche in Valle d'Aosta la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, che ha bocciato la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche, fa discutere e ha sollevato una levata di scudi da parte di istituzioni e associazioni cristiane. La Giunta regionale della Valle d'Aosta, su proposta dell'Assessore all'istruzione Laurent Vierin, con un documento "invita tutte le scuole di ogni ordine e grado a mantenere il crocefisso nelle aule".

Per la Giunta, infatti, l'applicazione della sentenza della Corte Europea "potrebbe costituire un pericoloso precedente in quanto innescherebbe una serie di ricorsi da parte di chiunque si dovesse sentire in qualche modo leso dall'esposizione di simboli religiosi, compresi tutto il patrimonio artistico italiano che direttamente o indirettamente fa riferimento alla religione cattolica".

Da qui la decisione di invitare tutte le scuole a mantenere il crocifisso e la sollecitazione del Governo a ricorrere contro la sentenza "anche perché – si legge ancora nel documento approvato dall'esecutivo regionale – il crocifisso rappresenta per la comunità valdostana un elemento religioso parte integrante della propria tradizione storica culturale".

Anche il Centro culturale Alfonso Commod di Aosta si è espresso esplicitamente contro la sentenza europea. "La sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ci costringe ad una riflessione e così scopriamo – con stupore, forse – che il crocifisso continua a far parte della nostra vita quotidiana, dei nostri gesti. Ci definisce, ci segna, ci rende riconoscibili. Chi vuol togliere il crocifisso vuole toglierci il volto".

 

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