Anche la grappa entra nel novero dei prodotti agroalimentari tradizionali valdostani

L'Istituto di tutela delle grappe valdostane ha concluso l'iter che ha portato al riconoscimento di una produzione profondamente radicata nel territorio, legata a processi di distillazione delle vinacce locali.
Società
Con una delibera della Giunta regionale anche la grappa è stata inserita nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali della Valle d'Aosta. Il beneplacito del Ministero arriverà, si prevede, entro un mese o due, ma si tratta più che altro di una formalità, in quanto la produzione di grappa soddisfa a tutti gli effetti i criteri richiesti dal disciplinare nazionale. In particolare, per essere definita tradizionale, la grappa doveva essere prodotta da almeno cinquant’anni. Poiché lo statuto regionale del 1948 contiene già una norma che consente la produzione ad uso familiare del distillato di vinacce fermentate, in esonero dell’accisa fiscale sugli alcolici, l’ “anzianità” della grappa valdostana non poteva essere messa in dubbio.
 
Comunque, per arricchire il blasone dell’acquavite locale, prodotta a partire da vitigni autoctoni, l'Istituto di tutela delle grappe valdostane, che ha portato avanti l’iter necessario per ottenere il riconoscimento, ha rintracciato un documento che fa risalire la distillazione almeno fino all’ottocento. Gli scritti di Laurent Argentier, responsabile della scuola di agricoltura della Valle d’Aosta alla fine del XIX secolo, rendono merito infatti a questa tradizione locale.
 
Attualmente sono sei i produttori di grappe riconosciuti dal Ministero, ma altri potranno aggiungersi all’elenco, sempre che rispondano ai requisiti richiesti. In particolare, per la produzione di grappa in Valle d’Aosta, è necessario servirsi di alambicchi discontinui, differenti da quelli utilizzati per la produzione industriale. I procedimenti di distillazione, inoltre, devono essere quelli maggiormente rispettosi della tradizione, e utilizzare perciò il fuoco diretto, la cottura a bagnomaria o quella a vapore

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Società