André Ramolivaz, dalla Ca’ Foscari alla BCE per un futuro in Europa

André Ramolivaz, dopo il diploma in Informatica e Telecomunicazioni al Manzetti di Aosta, si è trasferito a Venezia per frequentare l’Università Ca’ Foscari. Oggi, a Francoforte per uno stage presso la BCE, sogna una carriera in Europa.
A Ramolivaz
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André Ramolivaz è un giovane ventunenne di Verrayes con le idee molto chiare: una volta conseguito il diploma in Informatica e Telecomunicazioni presso l’Istituto Tecnico Manzetti decide di trasferirsi, insieme ad altri due compagni di scuola, a Venezia per iscriversi all’Università Ca’ Foscari, che offre il percorso in Data Science.

Dopo il primo semestre, i due amici scelgono di intraprendere un percorso diverso e, vista la possibilità di seguire le lezioni a distanza, André ritorna in Valle dove, oltre allo studio, inizia a insegnare come supplente di matematica all’ITPR Corrado Gex.

Iniziato il secondo anno André fa ritorno a Venezia e decide di inviare la propria candidatura per uno stage presso la Banca Centrale Europea, la cui sede si trova a Francoforte: “Non nutrivo molte speranze nella selezione e invece mi sbagliavo. Devo ringraziare mia sorella Stéphanie, è stata lei a spronarmi per candidarmi e, ancor prima, a consigliarmi la scelta del percorso universitario da intraprendere”.

L’avvio dello stage è previsto dopo pochi giorni e così André deve trasferirsi in Germania: “Arrivare a Francoforte è stato molto eccitante, per me è stato come vedere New York per la prima volta. Il primo giorno di lavoro è stato pazzesco, mi sono sentito catapultato in un film: grattacielo, grandi uffici, tante persone provenienti da diversi paesi europei, tutti che parlavano in inglese. Mi hanno consegnato subito un welcome kit e hanno iniziato a presentarmi i progetti su cui avrei dovuto lavorare”.

L’area a cui è assegnato André è “Supervisory Technology and Data” che si occupa di implementare e supportare, tramite nuove tecnologie, il SSM (Single Supervisory Mechanism), il cui scopo è quello di facilitare il lavoro di supervisione bancaria per diversi aspetti, offrendo report e applicazioni avanzate. “Nello specifico – spiega André – io faccio parte di due progetti: il primo vede il mio team coinvolto nello sviluppo di un applicazione di machine learning per il Credit Risk On site inspection che permetterà, partendo da dati riservati relativi a persone e banche, di predire grazie a specifici algoritmi se le persone riusciranno o meno a pagare i debiti; il secondo, invece, è finalizzato principalmente a modificare e aggiungere statistiche sui report dei vari supervisor: in questo caso, i miei colleghi hanno già sviluppato l’algoritmo alla base e io devo solo apportare piccole modifiche”.

Ambientarsi a Francoforte non è stato difficile per André che lì ha ritrovato proprio sua sorella, Supervision Analyst per la BCE: “Ho la fortuna di poter stare da lei, che vive qui e conosce bene la città. È stato quindi molto facile ambientarsi in una città moderna come Francoforte. Mia sorella ha sempre insistito affinché decidessi di andare all’estero, in realtà già per studiare. Oggi posso dire che aveva ragione. All’estero ci sono maggiori opportunità, in Italia probabilmente le uniche città che reggono il passo sono Milano e Roma che è sede delle maggiori istituzioni”.

Il futuro di André sarà quindi, con tutta probabilità, oltre confine: “Ora sono concentrato sul presente, so però che una volta conseguita la laurea triennale proseguirò con una magistrale e un master che farò all’estero. Non sono certo contento di pensare al mio futuro lontano dalla Valle d’Aosta e in generale dall’Italia: lì ho la mia famiglia e i miei amici, ma mi rendo conto che fuori ci sono condizioni migliori, come ho detto a livello di opportunità, ma anche a retributivo. Da noi c’è una mentalità “vecchia”: un esempio su tutti sono i criteri con i quali molte aziende fanno le selezioni che, spesso, sono impostati sull’anzianità a discapito delle skills possedute. È davvero un peccato. Da giovane ritengo che all’Italia non manchi niente: abbiamo buon cibo, un bel clima, a livello ambientale e ancor più culturale non abbiamo nulla da invidiare a nessuno, ma per trattenere le giovani generazioni serve un radicale cambio di mentalità”.

2 risposte

  1. Solo chi non ne capisce niente di battaglie ha fischiato Livio Pervier l’anno con Ceres. Credo che ieri abbia dimostrato il rispetto che porta a quelle che si possono definire le sue protette.
    Trovo la citazione dell’evento della finale di Villa con Ceres, fuori luogo e inopportuno

  2. Un altro sistema per fare cassa.
    Dopo oltre 50 anni che mi reco a Courmayeur estate ed inverno, valuterò altra località dove e come spendere miei soldi.

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