Aosta ospita la conferenza annuale dell’Associazione di Scienze Regionali

L'associazione, presieduta dal professor Gianni Gorla dell'UniVdA, si riunirà dal 20 al 22 settembre per affrontare temi economici, territoriali e sociali. L'assemblea sarà per la prima volta bilingue
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L’Università della Valle d’Aosta ospiterà la trentunesima edizione della conferenza scientifica annuale dell’Associazione Italiana di Scienze Regionali (Aisre), dal titolo Identità, qualità e competitività territorialeSviluppo economico nei territori alpini”, organizzata assieme all’Association de Science Régionale de Langue Française (Asrdlf), dal 20 al 22 settembre prossimi.

Siamo orgogliosi di ospitare quest’iniziativa – dice il rettore Pietro Passerin d’Entrèves – perché per il nostro piccolo ateneo è una vera e propria sfida organizzativa”. Gli iscritti al convegno sono più di 400, che assisteranno a due sessioni plenarie, il 20 settembre nella sede di via dei Cappuccini, ad Aosta, e il 22 nella sede distaccata di Saint-Christophe, e 97 sessioni congiunte, in cui verranno esposte oltre 400 relazioni: un impegno gravoso sia per la predisposizione e il coordinamento, sia per il catering.

“Questa edizione vedrà un esperimento linguistico – spiega Gianni Gorla, ordinario di Economia applicata all’UniVdA e presidente dell’Aisre – perché per la prima volta la conferenza sarà bilingue, o meglio ogni intervenuto potrà parlare nella sua lingua madre. Verranno affrontati temi di attualità: in particolare, una tavola rotonda verterà sui conflitti nella realizzazione delle infrastrutture, i cosiddetti ‘Nimby’, Not in my backyard”. La conferenza avrà ospiti illustri, come l’ex sindaco di Venezia Paolo Costa.

Laura Santa Resmini, professore associato di Politica economica alla facoltà di Scienze politiche aostana e segretaria dell’Aisre, ha sottolineato l’interdisciplinarietà dell’appuntamento: “Non sarà un appuntamento soltanto economico, ma affronteremo temi di sociologia, geografica e scienze sociali”. Il rettore Passerin conclude: “La conferenza può essere un buon modo di farsi conoscere per la nostra università, sia fuori Valle, sia soprattutto tra i cittadini valdostani”.

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