Bullismo: gli insegnanti arrabbiati con Lattanzi e mass media

Accuse al consigliere Massimo Lattanzi e accuse ai mass media. Al primo per aver reso pubblica una vicenda che poteva essere affrontata in altra maniera, ai secondi per aver usato in maniera strumentale una notizia condita...
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Accuse al consigliere Massimo Lattanzi e accuse ai mass media. Al primo per aver reso pubblica una vicenda che poteva essere affrontata in altra maniera, ai secondi per aver usato in maniera strumentale una notizia condita con titoli scandalistici da prima pagina. Sono gli insegnati questa volta a parlare e a dire la loro. Dopo che in questi giorni sulla vicenda del video ?dai toni forti? che girava tra i cellulari degli alunni dell’Istituto per Geometri di Aosta, ognuno ha detto la sua, siano movimenti politici piuttosto che sindacati, gli insegnanti hanno deciso di prendere posizione, e lo hanno fatto senza mezzi termini in un documento in cui si legge tutta la loro rabbia.
?Siamo offesi da un attacco così ingiusto, dall’uso strumentale della notizia, dai titoli scandalistici delle testate – si legge nel documento – Se a rispondere alle domande provocatorie, sul sesso è un’insegnante ci si scandalizza, quando viviamo in un contesto sociale e culturale che lascia i propri figli davanti a film violenti e a reality che dettano loro mode di comportamento e incoraggiano disimpegno, consumismo e maleducazione?.
La discussione secondo gli insegnanti va fatta sul rapporto tra adulti e adolescenti, tra educatori e studenti. Il quadro in cui lavorano, gli insegnati lo rendono chiaro quando parlano di ?una scuola su cui spesso si sputa fango, con insegnanti che vedono mortificato il piacere di comunicare la passione per la propria disciplina per l’esigenza di contenere situazioni talvolta ostili, fortemente disturbanti, di tutelare i ragazzi più motivati e di contenere quelli più aggressivi, orientandoli verso un atteggiamento più responsabile?. Di fatto, concludono gli insegnati, il risalto con cui è stata trattata la notizia esalta la bravata del ragazzo ?provocando inevitabilmente emulazione?.
Le istituzioni hanno affermato che verificheranno? responsabili e responsabilità?. Quanto accaduto, tuttavia, oltre ad essere un caso isolato, è l’altra faccia di una società a cui sfuggono certi meccanismi, che sono poi quelli di cui gli insegnanti di fatto parlano: una TV che dona modelli da seguire e stereotipi che hanno come unico fine quello scandalistico e legato ad esigenze di ?share? e che dunque non fanno i conti con i messaggi che lanciano. E poi ritorna la riflessione sul ruolo della famiglia spesso a disagio e in difficoltà.

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