Courmayeur: “L’Italia s’è ridesta”, viaggio con Cazzullo nel paese che cambia

La tesi: l’Italia ha un patrimonio invidiabile e tutte le potenzialità del mondo, ci manca “solo” la fiducia in noi stessi. Lo scrittore si è espresso anche sullo scenario politico attuale. Tra il pubblico anche Elsa Fornero.
Elsa Fornero a Courmayeur
Società

Chi segue le peripezie della finanza lo sa: la fiducia condiziona i mercati. Possedere un’immagine forte e vincente convince gli investitori. Il giornalista e scrittore italiano Aldo Cazzullo ha provato ad applicare lo stesso ragionamento all’Italia, in un senso non solo economico: se tutti insieme cominciamo a credere nelle potenzialità del nostro paese, e ad agire di conseguenza, non potremo che renderlo migliore in ogni campo e perché no, risollevarci dalla crisi. Il giornalista ha presentato ieri sera il suo “L’Italia s’è ridesta” al pubblico del Jardin de l’Ange di Courmayeur, invitato da Fondazione Courmayeur, introdotto da Lodovico Passerin d’Entrèves. In platea c’erano l’ex ministro Siniscalco, economista, ma soprattutto, in prima fila, Elsa Fornero, che nella cittadina ai piedi delle Alpi è praticamente di casa. Nessuna contestazione al ministro del Lavoro, molte teste bianche e nessun giovane choosy all’orizzonte.
Aldo Cazzullo, con il suo ultimo lavoro, si è proposto come “life coach” dell’Italia e degli italiani, una sorta di motivatore, dando alle stampe un inno all’unicità del paese, un’iniezione di fiducia e di autostima, un ricostituente in dosi cavalline. “Abbiamo una ricchezza che tutti ci invidiano – ha affermato Cazzullo – un patrimonio culturale, storico, creativo, artistico che non ha pari. E’ un paese nato sui libri, non sui campi di battaglia. Tutti ciò che suona italiano, anche se non è prodotto da noi, appare come un’icona di stile e gusto. C’è una enorme “voglia di Italia” nel mondo intero, un desiderio a cui possiamo dare risposta, le potenzialità del nostro Paese sono enormi e non sfruttate”.

Se non ci mancano né il patrimonio culturale né l’identità, per Cazzullo il problema è un altro: non abbiamo fiducia in noi stessi, non ci crediamo abbastanza. E per dimostrarlo, il giornalista ha scelto un percorso che da secoli è un topos letterario e culturale, da Goethe ad Edmondo de Amicis: il viaggio in Italia. Per parlare del nostro paese ha deciso di attraversarlo, toccando le 15 città che compongono, idealmente, le tessere del mosaico italiano, da Torino a Palermo, passando per Genova, Trieste, Venezia, Parma, Firenze, Napoli, Bari e molte altre. Quanto a Courmayeur, si può leggere nel libro, è una piccola miniatura dell’Italia intera, da un lato è così legata alle tradizioni e al territorio, e dall’altro ha accolto persone da tutto lo stivale, calabresi in primis.
La tesi del libro: è vero che siamo un collage di municipalità, di storie e di culture piuttosto disomogeneo, ma giochiamo nella stessa squadra, e siamo campioni del mondo, non solo calcisticamente. “Non nego che abbiamo molti problemi, c’è molto da lavorare, puntando all’eccellenza, perché è alla nostra portata” ha commentato l’autore. “Sono stufo dei lamenti, basta dire che quella dei giovani di oggi è la prima generazione che ha meno dei padri e dei nonni, quelle precedenti hanno fatto la guerra o hanno ricostruito il Paese, hanno faticato e lottato”. Non è un paese per choosy, insomma.

Interessante il dialogo intessuto sul palco con Cesare Bieller, che gli ha chiesto come il volume, uscito ad ottobre, possa essere inteso alla luce degli ultimi sconvolgimenti politici, le dimissioni di Monti, le elezioni anticipate e il ritorno di Berlusconi. “Sono contento che Berlusconi sia tornato – ha risposto – così non potrà dire di essere disarcionato da un complotto internazionale, ma sfiduciato dagli italiani alle urne. La vittoria di Renzi alle primarie del Pd avrebbe sparigliato le carte, invece con Bersani Casini ha mantenuto il proprio interlocutore, Berlusconi il proprio rodato avversario, e Grillo ha più gioco, perché si propone maggiormente come innovatore”. Quanto alla Lega, il giudizio è tranchant: “è la risposta sbagliata ad una domanda giusta, quella di contare proporzionalmente alla ricchezza economica”. Proprio dal sud, però, viene un esempio di orgoglio ritrovato:La Puglia, in questi ultimi anni, si è affermata come mai prima, e ora è di gran moda. Ha fatto leva sulla sua identità e ricchezza culturale, e ora è un luogo dell’immaginario, capace di evocare miti: la taranta, il vino, il territorio. Per non parlare di come sono state accolte le produzioni di Bollywood, con grandi ricadute sul turismo”. In sintesi, “viviamo nel paese più bello del mondo, e questo deve essere il nostro sprone per risalire la china”.
 

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte