Dopo dieci anni di restauri, la cappella di San Giuseppe a Gressoney-Saint-Jean riapre ai fedeli con la Santa Messa e una breve cerimonia di inaugurazione, nella quale verrà presentato il sistema Chiese a porte aperte – ora Cultura a porte aperte – per l’apertura da remoto. La cerimonia è in programma venerdì 1° maggio alle 11.
Edificata nel 1663 per iniziativa del Parroco di Gressoney-Saint-Jean Sebastiano Menabreaz, la cappella di San Giuseppe si trova proprio sopra al capoluogo ed è possibile accedervi attraverso un breve sentiero pedonale che parte dal parcheggio interno di Villa Margherita, sede del Municipio.
A caratterizzarla, gli affreschi al suo interno, le decorazioni in rilievo a stucco, e gli armadi reliquiari, così come l’architettura dell’edificio nel suo complesso, in particolare la facciata con la finestra a serliana, servita da modello per altre cappelle valdostane come quelle di Ecko e di Trinò.
La cappella è rimasta in stato di abbandono per decenni, con la copertura sfondata ed estese chiazze di alghe verdi sulle pareti interne, mentre gran parte delle decorazioni lignee in rilievo dell’altare sono mancanti perché saccheggiate nel corso degli anni.
Nel 2016 è partito un impegnativo restauro suddiviso in più fasi e coordinato dall’architetta Mariagiovanna Casagrande e finanziato dalla Conferenza episcopale italiana con i fondi dell’8 per mille, dalla Regione, dal Comune di Gressoney-Saint-Jean e da un benefattore privato che ha scelto di rimanere anonimo.
Nel corso degli anni, è stata sostituita la copertura e consolidate le murature con le creazione di intercapedini contro l’umidità, mentre è stata restaurata la pavimentazione originale in listoni di larice, ma anche gli stucchi, le pitture murali e, infine, gli arredi lignei, ovvero gli armadi e l’altare.
Nel 2025 è stato installato, con il finanziamento della Fondazione Scuola e Rettoria di Trina e del Celva, il sistema Cultura a porte aperte grazie al quale il progetto Il Sentiero dei Campanili prosegue nell’intento di restaurare le cappelle dei comuni dell’alta valle del Lys – ai quali si è recentemente aggiunto Gaby – per renderle di nuovo fruibili ai fedeli e ai turisti come “monumento diffuso”. Maggiori informazioni sul progetto si possono trovare sul sito ilsentierodeicampanili.it.




