In prato medio si trovano una quantità di piante non solo officinali, ma anche commestibili. Specie in Valle d’Aosta, poiché ospitiamo il 40 per cento delle specie vegetali presenti in Italia. Teniamolo presente la prossima volta che ci lamentiamo per il costo esorbitante delle verdure al supermercato: potremmo fare la spesa nel giardino di casa: borragine, tarassaco, perfino margheritine, per nominare solo alcune delle erbe più comuni, diventano eccellenti insalate ricche di vitamine. Un tempo la chiamavano “misticanza”.
Molte piante inoltre hanno notevoli proprietà terapeutiche, ma vanno usate con precauzione. La cosiddetta saggezza popolare può insegnarci molto sull’uso di queste risorse. Questa sera, alle 21,00, ad Aosta, l’etnobotanica Giuseppina Marguerettaz terrà una conferenza intitolata “Il vecchio orto di montagna”. L’appuntamento è alla biblioteca regionale del capoluogo.
Da anni la studiosa sta svolgendo una ricerca approfondita sugli usi tradizionali delle piante valdostane, sul loro consumo legato a fattori ambientali e alla trasformazione del territorio. Aiutandosi con una serie di diapositive, la ricercatrice racconterà varie curiosità sulle antiche varietà di legumi ed erbe e sull’uso di fiori ed arbusti.
In fondo ciò che è evidentemente venuto a mancare è proprio la trasmissione di queste conoscenze, il passaggio di testimone tra una generazione ancora in contatto con la terra e i suoi frutti, coltivati o spontanei, e noi, pigri consumatori assuefatti a pillole e a verdure senza sapore.
