Filippo Girardi e il gruppo di ricerca in Quantum Information della Normale approdano alla QIP 2026

Il gruppo di ricerca in Quantum Information della Normale di Pisa, di cui il giovane valdostano fa parte, ha ottenuto un risultato di straordinario prestigio: ben sei talk accettati alla conferenza internazionale QIP 2026 (Quantum Information Processing), oltre a un invited tutorial su Quantum Hypothesis Testing.
Il gruppo di ricerca in Quantum Information della Normale di Pisa
Società

Classe ’99, Filippo Girardi si era già distinto per i suoi brillanti risultati in matematica e fisica durante gli anni presso il Liceo Scientifico Bérard, dove il personale docente lo ricorda ancora con affetto. È in quegli anni che, incoraggiato a partecipare alle Olimpiadi di matematica e di fisica, conosce un contesto nazionale aperto e motivato, che ritroverà in parte nella più importante scuola di eccellenza italiana, la Scuola Normale Superiore di Pisa. “Molti degli studenti che ho conosciuto nelle fasi nazionali olimpiche li ho poi ritrovati in Normale. Queste esperienze hanno sollecitato il mio desiderio di andare oltre quello che già conoscevo o sapevo fare. In quarta liceo, poi, ho partecipato a un corso di orientamento per studenti del liceo organizzato dalla Scuola Normale, in cui ho avuto modo di avere un primo contatto con questa istituzione”. 

La sua ammissione nel prestigioso istituto, però, non è stata secondo Filippo la conseguenza necessaria del suo merito e della sua preparazione. Perché nel caso di test di ingresso nazionali e selettivi come quelli per entrare alla Normale, non è detto che chi sia escluso meriti meno di chi entra. “Sono test impegnativi e imprevedibili. Da un lato, certo, c’erano una grande passione per quello che facevo e un desiderio di mettercela tutta. Dall’altro, però, in un contesto in cui ti confronti con centinaia di studenti bravissimi, rimane sempre un’incognita. Per questo vedo sempre di più quel risultato come un grandissimo dono e un’opportunità, non come un merito personale”. 

Filippo Girardi e Ludovico Lami
Filippo Girardi e Ludovico Lami

Gli anni alla Normale sono molto stimolanti per Girardi, che però al termine del percorso a Pisa decide di spostarsi un anno ad Amsterdam per lavorare col suo attuale relatore di dottorato, Ludovico Lami. “Mi avevano parlato di lui come di una persona eccezionale sia dal punto di vista scientifico, sia umano. Ho iniziato così il dottorato ad Amsterdam, ma poi lui ha avuto l’opportunità di vincere una posizione in Normale e quindi abbiamo valutato che sarebbe stato meglio che anche io mi trasferissi di nuovo a Pisa, per continuare a lavorare con lui. Questo ritorno imprevedibile a Pisa è stato bello, perché, senza nulla togliere ad Amsterdam, qui c’è un gruppo di ricerca che sta crescendo sempre di più su questi temi, per cui si crea un bellissimo scambio con i colleghi”. 

È quindi frutto non di ambizioni individuali, ma di una crescita collettiva e condivisa, il risultato che il gruppo di ricerca in Quantum Information della Normale – composto da Ludovico Lami e Vittorio Giovannetti, rispettivamente ricercatore e docente SNS – ha ottenuto di recente: ben sei talk accettati alla conferenza internazionale QIP 2026. La conferenza QIP (Quantum Information Processing) è il più importante appuntamento mondiale nel campo della quantum information theory, con quasi un migliaio di partecipanti e un tasso di accettazione di circa il 19%. Ottenere sei talk è un traguardo eccezionale: in Italia sono stati 8 i talk accettati, di cui 6 della Scuola Normale. Un risultato pari a quello dell’Università di Oxford e superiore a quello di istituzioni come ETH Zurich (5 talk), University of Cambridge e Yale University (4 talk). “È un risultato bellissimo”, spiega Girardi, “perché significa che la comunità internazionale si è dimostrata interessata al lavoro che è stato svolto. Fa ancora più piacere perché il clima con cui lavoriamo non è di dura competizione, ma è sereno, senza eccessive aspettative. Questi numeri difficilmente si ottengono in modo individuale, ma grazie alla voglia di collaborare e approfondire insieme determinate domande”. 

Nella conferenza, che si terrà nel 2026 a Riga, saranno coinvolti, oltre a Girardi, la studentessa SNS Anna Mele, il postdoc Salvatore Oliviero e Ludovico Lami. I talk che presenteranno riguardano il complesso ambito della teoria dell’informazione quantistica, che, come spiega Girardi, “si occupa dello studio delle fondamenta matematiche della meccanica quantistica, per capire quali sono le implicazioni del mondo microscopico su come sia possibile conoscere, trasmettere ed elaborare informazioni. Per fare degli esempi, ora va di moda parlare di computer quantistici. Nella divulgazione, si sente dire che i computer quantistici saranno potentissimi e rivoluzioneranno tutto. Questo non è vero in generale, ma per determinati problemi particolari, che hanno una struttura matematica che si interfaccia bene con quella della meccanica quantistica, ecco che ci possono essere i cosiddetti ‘vantaggi quantistici’: il tempo per risolvere un problema risulta esponenzialmente più piccolo di quello che si impiegherebbe con un computer classico. Il mio argomento di studio è proprio capire in quali casi questo avviene e per quale tipo di problemi, invece, ci aspettiamo che non si verifichi”. 

Sul suo futuro, Filippo non ha molte certezze, se non quella di affidarsi alla sua passione per la ricerca. Una passione che non è mossa da ambizioni o desiderio di ottenere uno status particolare, ma da quello che dovrebbe muovere sempre la ricerca, a prescindere dall’ambito: il desiderio di esplorare mondi nuovi e di perseguire lo studio dei temi a cui ci si dedica. “Quello che desidero è imparare a scegliere con libertà, non guidato dall’ambizione, ma da cosa mi piace fare. Con la fiducia che, in fondo, sia sul fronte della ricerca, sia su quello della vita in generale, non tutto dipende dalle mie forze. Non sto cercando di coronare un’ambizione, ma di vivere anche questo percorso come un dono. Nella mia prospettiva, significa anche affidarsi a Dio, senza avere paura o bisogno di tenere tutto sotto controllo”. 

È questo profondo senso di umiltà, fiducia e libertà che guida Girardi anche nella scelta del luogo in cui proseguire la ricerca. “La ricerca richiede tanti anni per avere una posizione stabile. Ora però non sto cercando la stabilità: è un periodo della mia vita in cui posso viaggiare, scoprire posti e persone nuove. È davvero un’opportunità e non mi spaventa l’idea di poter andare molto lontano. A lungo termine sarei contento di tornare in Italia, ma non è questo il momento per cercare la stabilità, perché rinuncerei a una serie di possibilità che sono anche la parte affascinante di questo percorso”. Un percorso che, oltre alla ricerca in sé, diventa anche un itinerario umano e di vita. 

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