Non c’è pace per i forestali. E neanche per i sindacati: il Fai-Cisl, la Cgil-Flai, la Uila e il Savt/Forestali hanno deciso di non attendere più un segnale forte da parte dell’assessore all’agricoltura Giuseppe Isabellon e di passare al contrattacco.
Le rivendicazioni riguardano il rimborso chilometrico non corrisposto, la mancata stabilizzazione del personale impiegatizio in possesso dei requisiti di legge e la mancata apertura delle trattative per il rinnovo del contratto integrativo regionale, scaduto da otto mesi.
Le richieste saranno illustrate ai lavoratori durante le assemblee unitarie che si svolgeranno lunedì 29 agosto (14.30-16: Morgex, Poliambulatorio), martedì 30 agosto (14.30-16: Villeneuve, Auditorium), mercoledì 31 agosto (14.30-16: Châtillon, biblioteca), venerdì 2 settembre (14.30-16: Verrès, Sala Bonomi), martedì 6 settembre (14.30-16: Aosta, Cral Cogne – Operai), giovedì 8 settembre (14.30-16: Aosta, Cral Cogne – Impiegati), venerdì 9 settembre (14.30-16: Bocciodromo, Pont-Saint-Martin).
Il Savt/Forestali, in pieno accordo con la propria segreteria confederale, si è mosso per primo. Ieri si è riunito e ha deciso di rivolgersi al Giudice del lavoro. “Nonostante le numerose richieste di incontro, nessun cenno di riscontro è stato dato in merito, così come non hanno avuto risposte di sorta le richieste sindacali, peraltro legittime, avanzate a più riprese” lamenta il direttivo in comunicato stampa. L’azione riguarda innanzitutto la questione della stabilizzazione degli impiegati: il Savt ha già raccolto tra i suoi iscritti ventidue vertenze, e ha annunciato che raccoglierà anche vertenze riguardanti il rimborso chilometrico. Il direttivo del Savt/Forestali richiede infine un incontro urgente con il presidente del governo regionale per conoscere le scelte future riguardanti il settore forestale regionale, anche alla luce della grave crisi economico-finanziaria in atto.
Fai-Cisl, la Cgil-Flai, la Uila sposano la stessa linea, definendo ‘inaccettabile’ il comportamento dell’assessorato regionale all’agricoltura e della Societa’ di servizi Valle d’Aosta spa, che ‘unilateralmente disdetta parti di contratto e non rispetta norme di legge‘. I sindacati intendono ‘tutelare gli iscritti e i lavoratori che ne faranno richiesta “anche attraverso le vie legali ‘.
La tesi dei sindacati, suffragata da alcune sentenze della Cassazione di Torino, è che i forestali, essendo assunti dalla Società di Servizi Valle d’Aosta S.p.a., la cosiddetta Salvaprecari, ricadono giuridicamente sotto le leggi che regolano il settore privato, e non quello pubblico. In tal caso con 36 mesi lavorativi, compresi delle pause, si avrebbe diritto ad un contratto a tempo indeterminato. La parola, a quanto pare, spetta ai giudici.
