Dalla Val d’Ayas, con la birra a km zero di Michel Becquet, al Gran San Bernardo, con il laboratorio dei mastri birrai di Les Bières du Grand St. Bernard fino alla Birrà delle distillerie Saint-Roch, che propone la miscelazione in fermentazione delle piantine di Artemisia umbelliformis con malto e luppolo a freddo.
La birra offre nuove opportunità di occupazione anche in Valle d'Aosta.
In occasione dell’International Beer Day, la giornata internazionale della birra, lo scorso 3 agosto, la Coldiretti ha diffuso i seguenti dati: il consumo pro capite medio nazionale è di 31,8 litri e di oltre 238 milioni complessivi all’anno. Nel primo semestre 2018, l’aumento è stato del 3%, con oltre 238 milioni di litri bevuti, e un’ulteriore progressione rispetto al +8% registrato nel 2017.
“Il consumo è diventato negli anni sempre più raffinato e consapevole – spiega Coldiretti – con la ricerca di varietà particolari e una produzione artigianale Made in Italy che si è molto diversificata con numerosi esempi di innovazione, dalla birra aromatizzata alla canapa a quella pugliese al carciofo di colore giallo paglierino ma c’è anche quella alle visciole, al radicchio rosso tardivo Igp o al riso”.
Il 77% degli italiani bevitori di birra è favorevole a sperimentare nuovi ingredienti e sapori secondo una ricerca Doxa. “Una voglia di gusto che è andata di pari passo – continua Coldiretti – con il boom dei birrifici artigianali, quadruplicati negli ultimi dieci anni, passando da poco più di 200 a oltre 860 fra brew pub, dove è anche possibile consumare sul posto la birra prodotta e micro birrifici di cui 1 su 4 agricolo con 55 milioni di litri prodotti”.
Numerose, infatti, sono le iniziative progettuali agricole che si basano sull’impiego dell’orzo aziendale in un contesto produttivo a ciclo chiuso garantito dallo stesso agricoltore. Anche la Valle d’Aosta non fa eccezione e negli ultimi anni, sono spuntate diverse iniziative progettuali, agricole e commerciali.
“La birra artigianale rappresenta una nuova opportunità occupazione, soprattutto tra gli under 35 che sono i più attivi nel settore, con profonde innovazioni che – evidenziano Giuseppe Balicco e Richard Lanièce Presidente e Direttore di Coldiretti Valle d’Aosta – vanno dalla certificazione dell’origine a chilometri zero al legame diretto con le aziende agricole e al territorio. Caratteristiche spesso evocate, ma non sempre a proposito, dalle etichette e dalla pubblicità dei grandi marchi industriali”.
