Il CCIE: “dalla qualità di integrazione dei giovani immigrati dipende il futuro della Valle”

I bisogni, le aspettative e le problematiche dei figli di immigrati sono stati al centro della conferenza "Nuovi cittadini: i figli degli immigrati nel percorso di integrazione" che si è tenuta mercoledì 18 novembre scorso nella sala dell'Hotel des Etats.
Il tavolo dei relatori
Società

I rapporti di ricerca confermano che, per la Valle d'Aosta, si può parlare di immigrazione stabile e in progressiva crescita. Lo dimostrano anche i numeri delle seconde generazioni, ovvero dei giovani che, seppur nati o cresciuti in Valle d'Aosta, hanno uno o più genitori stranieri.

Sono, infatti, nel complesso 1.276 gli alunni stranieri iscritti nelle scuole valdostane con un'incidenza, rispetto al totale della popolazione scolastica, del 7,3%. E gli esperti parlano di "dati parziali perché non esistono studi specifici sulle seconde generazioni e, quindi, i minori che non vanno a scuola o che hanno abbandonato gli studi sfuggono alle statistiche".

I bisogni, le aspettative e le problematiche dei figli di immigrati sono stati al centro di una conferenza che si è  tenuta mercoledì 18 novembre  sotto il titolo "Nuovi cittadini: i figli degli immigrati nel percorso di integrazione". L'iniziativa, voluta dal Centro Comunale Immigrati Extracomunitari, si è svolta nella sala conferenze dell'Hotel, uno spazio che si è rivelato troppo piccolo per contenere le oltre 100 persone interessate all'argomento.

I lavori sono iniziati con la proiezione del video "Generazione 2", girato dal giovane regista Alex C. Lorne, che ha proposto il punto di vista dei giovani figli di immigrati dando loro voce per esprimere sensazioni, paure, attese, difficoltà. Ne è emerso un mondo molto variegato, fatto di stili di vita molto simili ai giovani autoctoni, ma anche il timore di essere completamente assimilati e di perdere i legami con il paese di origine.

Nella tavola rotonda successiva si sono alternate riflessioni, di politici ed esperti, sulla cittadinanza, sull'integrazione e sulle politiche per l'immigrazione. "Per costruire la convivenza dobbiamo avere il coraggio di parlare di cittadinanza e dobbiamo abbandonare l'uso strumentale della paura che è stato messo in campo, in questi anni, nei confronti degli immigrati" ha esordito Giuliana Ferrero Assessore ai Servizi Sociali, Pari Opportunità e Diritti del Comune di Aosta. Nel suo intervento l'Assessore si è concentrata anche sul concetto di convivenza "una fatica di cui devono farsi carico tutti  perché tutti devono abbandonare un po' le loro certezze e convinzioni per fare un passo avanti insieme".

Dopo gli interventi dei due docenti universitari, il prof Enzo Colombo,dell'Università degli Studi di Milano e William Bonapace, dell'ateneo valdostano, ha concluso il dibattito Diego Baiocco, coordinatore del CCIE con un excursus sulla normativa italiana che regola il soggiorno e l'ottenimento, spessp non facile, della cittadinanza italiana da parte dei figli di immigrati nati o cresciuti in Valle d'Aosta.Ed è stato lui a evidenziare uno scenario condiviso da tutti i presenti: "anche dalla qualità dell'integrazione dei giovani di seconda generazione dipende il futuro della società valdostana".

 

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Società
Società