Il Comitato Rifiuti Zero VdA propone il metodo “Vedelago”

Il modello sarebbe applicabile nella nostra regione con un investimento di soli 1,5 milioni di euro, importo decisamente più contenuto rispetto a quello necessario per la costruzione di un centro di trattamento meccanico biologico.
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Si è svolta venerdì 10 luglio, a palazzo regionale, la conferenza organizzata dal Comitato Rifiuti Zero VdA per illustrare il “metodo Vedelago”, il procedimento di riciclaggio dei rifiuti utilizzato dal Centro Riciclo Vedelago, fondato nel trevigiano da Carla Poli, imprenditrice ospite della serata.

Il centro, serve circa un milione e mezzo di abitanti, e collabora con i comuni della zona riuscendo a riciclare e recuperare senza combustioni il 95-98% dei rifiuti conferiti.
Punti di forza di questo metodo sono la raccolta dell'umido, un'accurata selezione delle plastiche, dei metalli e del vetro, abbinate alla ricerca scientifica e alla nuova progettazione industriale.
Oltre ai vantaggi igienico-sanitari e ambientali derivanti dal riutilizzo dei materiali post-consumo, sono notevoli anche i risultati economici: questo procedimento permette, infatti, di guadagnare dalla rivendita dei materiali riciclati, crea nuova occupazione, con un rapporto di  25 a 1 con l'occupazione per la gestione di discariche o inceneritori, abbassa notevolmente la tassa sui rifiuti pagata dai cittadini.

Nel corso della serata, è stato illustrato il metodo di recupero della frazione secco/leggera con la quale oggi in Valle d'Aosta si vorrebbe creare il combustibile da rifiuto di qualità da bruciare nel teleriscaldamento.

Secondo Carla Poli, il modello completo sarebbe applicabile nella nostra regione con un investimento di soli 1,5 milioni di euro, importo decisamente  più contenuto rispetto a quello necessario per la costruzione del centro di trattamento meccanico biologico.

Per ulteriori informazioni:

rifiutizerovda.altervista.org

 

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