Il decennale del CSV risente della crisi economica

Celebrati i 10 anni di attività del CSV Valle d’Aosta. Nato nel giugno del 1999 su iniziativa di 29 associazioni, conta ora 74 iscritti. Per il biennio 2010/2011 a livello nazionale si registrerà una diminuzione di fondi in media del 42%.
Un momento del convegno
Società
La crisi che ha investito il mondo finanziario ha conseguenze importanti anche sulle fondazioni di origine bancaria che investono nelle banche i loro patrimoni. Così anche i proventi previsti dalla legge 266/91 a favore del volontariato subiranno una drastica riduzione” . A renderlo noto è stato sabato 24 giugno Antonio Miglio, vicepresidente dell’Acri, (Associazione delle fondazioni e casse di risparmio), in occasione del convegno che celebrava i 10 anni del Centro di Servizio per il Volontariato della Valle d’Aosta. Un problema, quello della diminuzione di risorse a favore dei centri di servizio per il volontariato, che tocca tutta Italia dato che i CSV sono finanziati proprio dalle erogazioni economiche delle fondazioni bancarie. “Per fronteggiare questa situazione – ha sottolineato Andrea Borney, presidente del CSV in Valle – il Comitato direttivo ha concordato di individuare, a conclusione del primo semestre, le attività e le azioni attualmente contenute nel Piano di attività 2009 che potrebbero essere posticipate al primo semestre del 2010. Allo stesso modo abbiamo scelto di non usare tutte le risorse disponibili per il 2010 e di proporre un piano di attività che sarà di 600.000 euro e che ci consentirà di accantonare alcune risorse per gli anni a venire”.

L’analisi economica del CSV è avvenuta in particolare durante la tavola rotonda dal titolo “Le sfide che attendono il volontariato in Italia e in Valle d’Aosta” organizzata all’interno del convegno sui 10 anni del CSV. In particolare l’Acri ha evidenziato come per il biennio 2010/2011 a livello nazionale si registrerà una diminuzione di fondi in media del 42%. In Valle d’Aosta l’unico CSV presente nella Regione dovrebbe passare da una dotazione di circa 900.000 euro l’anno ad una disponibilità di circa 731.000 euro. Disponibilità che, per scelta dello stesso CSV, non sarà dunque completamente utilizzata nell’anno in corso.

Rispetto alla dimensione del volontariato è intervenuto anche il Presidente della Regione Augusto Rollandin che ha parlato di “una presenza di grande valore", ma che non "può essere considerato sostitutivo rispetto agli impegni che la Regione si deve assumere in campo sociale e nelle risposte ai bisogni dei cittadini". La presenza del volontariato per Rollandin non deve rappresentare un alibi per le istituzioni regionali poiché proprio il volontariato deve avere una funzione di integrazione e complementarietà.
Il presidente Rollandin ha poi sottolineato che "molto è stato fatto a livello legislativo per questo settore, ma siamo sempre disponibili ad attivarci ulteriormente a sostegno di nuove necessità".

Il bilancio decennale del CSV ha visto un impegno costante che si è concentrato nell’aiuto e nella crescita per le oltre 100 associazioni di volontariato che il CSV ha contribuito a far nascere. L’apporto del CSV è poi stato diretto verso lo sviluppo di progetti e la sensibilizzazione dei temi della solidarietà e dell’impegno civile e sociale. Il Csv, nato nel giugno del 1999 su iniziativa di 29 associazioni, conta ora 74 iscritti.
"Si è trattato di un percorso – ha spiegato ancora Andrea Borney, presidente del Csv – in cui si è costruito qualcosa di nuovo, prima puntando sulla quantità di servizi, poi valorizzandone la qualità, fino a personalizzare l'offerta, calibrandola sulle esigenze delle singole organizzazioni, iscritte e non".

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Articoli Correlati

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte