Il futuro del dormitorio comunale? Nelle mani del mondo del volontariato

Marco Sorbara, Assessore comunale ai servizi sociali, risponde alle voci che da tempo danno per finita l'esperienza del Centro comunale di assistenza notturna. "Il dormitorio non chiuderà ma non sarà più una cooperativa a gestirlo".
La struttura Caritas di viale Gran S. Bernardo
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"In un momento come quello attuale dobbiamo fare delle scelte: o chiudiamo i servizi o decidiamo di tenerli aperti trovando delle collaborazioni". Marco Sorbara, Assessore comunale ai servizi sociali, risponde alle voci che da tempo danno per finita l’esperienza del Centro comunale di assistenza notturna. "Il dormitorio non chiuderà, ma non sarà più una cooperativa a gestirlo". A fine anno scade l’appalto per la gestione del Centro, dove lavorano tre operatori della Sorgente di Aosta e l’intenzione del Comune è di non rinnovare la gara e tanto meno di bandirne una nuova. Il Centro comunale di Assistenza notturna costa oggi al Comune di Aosta 160 mila euro circa all’anno.

Il Comune ha iniziato quindi a guardare al mondo del volontariato e alla Caritas. In particolare, quest’ultima, possiede la casa di accoglienza "Abri M. Vincent", un servizio simile a quello del dormitorio comunale con 14 posti letto e, quindi, potrebbe essere quella più adatta a farsi carico della struttura.

"Con il mondo del volontariato – spiega Sorbara – i servizi potrebbero  essere meglio gestiti e con una logica verso il basso". Sorbara spiega poi come il Comune stia guardando al mondo del volontariato anche per il Centro per le famiglie "Il Cortile" e il Centro comunale immigrati extracomunitari. "Con un taglio previsto al Comune di Aosta di 7 milioni di euro bisogna fare dei risparmi e l’unica possibilità è di diminuire i costi fissi e coinvolgere il volontariato".

 

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