La riapertura del tratto di strada regionale 26 interrotto per il rischio di caduta di massi dal monte de La Saxe resta una perfetta incognita.
Nei giorni scorsi si è riunito un tavolo di lavoro composto dal presidente regionale Rollandin, dall’assessore Marco Viérin e dai rappresentanti di Anas, Geie, Rav e Comune di Courmayeur. E’ stato deciso di effettuare nuove analisi, dopo quelle svolte a gennaio, quando si verificò il crollo di materiale roccioso sulla strada, e quelle condotte da una società specializzata in rilevazioni geostrutturali tra aprile e maggio. E’ stata ipotizzata, se le analisi daranno i risultati attesi, un’operazione di bonifica superficiale della zona, la terza dopo quelle di gennaio e aprile.
Nella medesima occasione è stata inoltre approfondita la questione del traffico, fortemente limitato dal blocco della strada. Con l’avvicinarsi dell’alta stagione turistica, la chiusura rischia di provocare danni economici all’area. Per questo motivo è stato deciso di aggiornare i piani di emergenza del traffico per tenere conto di vari ipotetici scenari di criticità per quanto riguarda la viabilità.
Nessuna soluzione immediata in vista, quindi. Intanto gli abitanti, che lo scorso 24 giugno hanno depositato in comune una petizione con cui si chiede la riapertura della strada con una prima tranche di 370 firme, stanno ancora raccogliendo adesioni.
