Società di Silvia Savoye |

Ultima modifica: 29 Ottobre 2014 0:00

Immigrati: in Valle sono 9333 i residenti, la maggiore comunità è quella rumena

Aosta - Continua a crescere la popolazione straniera in Valle ma in maniera molto più contenuta rispetto al passato: se nel 2003 il tasso di crescita era del 30%, nel 2008 si è scesi all’8% per attestarsi nel 2013 al 2%.

Sono 9333 nel 2013 gli immigrati residenti in Valle d’Aosta, il 7,3% della popolazione contro una media dell’8,1% italiana e del 10,5% del Nord Ovest. Il dato è contenuto nel Dossier statistico sull’immigrazione redatto dall’Unar (l’Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali), dedicato quest’anno al tema "Dalle discriminazioni ai diritti" e presentato oggi in tutta Italia. 

Continua a crescere la popolazione straniera in Valle ma in maniera molto più contenuta rispetto al passato: se nel 2003 il tasso di crescita era del 30%, nel 2008 si è scesi all’8% per attestarsi nel 2013 al 2%. “Questo perché – ha spiegato Diego Baiocco del Servizio Migranti del Comune di Aosta – non vi sono stati più decreti flussi quindi chi è arrivato in Italia l’ha fatto con ricongiungimenti e non per lavoro. Inoltre l’Italia non è più così attrattiva come in passato”.

Per il primo anno la comunità più grande diventa quella rumena con 2461 residenti, seguita da quella marocchina, 2198, terzi gli albanesi, 1028 residenti. Continua a crescere l’immigrazione femminile in Valle, il 56,7% dei residenti, percentuale che sale al 60% per la popolazione rumena. Per molte donne la migrazione avviene in età adulta, anche avanzata, nella fascia 40/64 anni la popolazione femminile sale al 63%. Una dinamica che riguarda soprattutto la migrazione dell’est: donne che arrivano in Italia come badanti per mantenere i figli agli studi nei propri paesi d’origine.
Rispetto alla popolazione italiana quella straniera è più giovane: nella fascia 18-39 anni gli stranieri sono il 45%, gli italiani il 25% mentre nella fascia over 65 gli stranieri sono il 3%, gli italiani il 22%. Gli immigrati producono il 12% del Pil, il 4% delle entrate fiscali contro un 2,5% di utilizzo della spesa pubblica. “Il saldo è positivo – continua Baiocco –  perché praticamente tutti i cittadini stranieri sono in fascia attiva e sono contribuenti attivi”. Dati che dovrebbero aiutare a superare i luoghi comuni sull’immigrazione. "La migrazione – ha ricordato il docente William Bonapace – è un fenomeno strutturale, il vero problema è imparare a conviverci in modo civile".

 

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