In arrivo anche in Valle d’Aosta il primo vaccino contro il tumore al collo dell’utero

L'Usl della Valle d'Aosta sta valutando quali saranno in concreto le modalità di avvio e di finanziamento delle vaccinazioni contro il tumore al collo dell'utero, un male che colpisce, ogni anno, in Italia, 3500 donne,...
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L’Usl della Valle d’Aosta sta valutando quali saranno in concreto le modalità di avvio e di finanziamento delle vaccinazioni contro il tumore al collo dell’utero, un male che colpisce, ogni anno, in Italia, 3500 donne, provocando 1800 decessi, e rappresenta, dopo il tumore al seno, la seconda causa di morte nella popolazione femminile.
Responsabili diretti della malattia, nella stragrande maggioranza dei casi, sono alcuni ceppi del virus Hpv, contro il quale è stato recentemente brevettato un vaccino già disponibile in tredici paesi europei, e che presto verrà utilizzato anche in Italia. Ora che sono state terminate, a livello nazionale, le procedure di registrazione e di rimborsabilità del vaccino, spetta alle strutture territoriali avviare entro pochi mesi la campagna di vaccinazione.
La Valle d’Aosta sarà la prima regione italiana ad avviare la campagna di prevenzione per le donne tra i 12 ed i 26 anni: nei prossimi giorni è previsto l’arrivo del vaccino nelle farmacie della Valle d’Aosta, e già a partire dal prossimo mese di luglio dovrebbero essere somministrate le prime vaccinazioni destinate a 400 valdostane di 12 anni.
L’assessore regionale alla sanità Antonio Fosson ha ipotizzato che i fondi per le vaccinazioni potrebbero essere reperiti dalle somme incassate con il pagamento del ticket da dieci euro per le visite sanitarie previsto dalla Finanziaria dello Stato, poi abrogato, e che la Regione ha deciso di destinare al finanziamento di attività sanitarie rilevanti nei settori dell’emergenza e della prevenzione sul territorio. L’anagrafe computerizzata dei vacini, entrata in funzione recentemente in Valle, sarà uno strumento importante per condurre a buon fine il progetto.

In base agli ultimi dati disponibili, mediamente ogni anno sette donne, tra i 15 e i 64 anni, in Valle d’Aosta, si ammalano di tumore al collo dell’utero. Finora l’unica misura adottata, a livello preventivo, contro il tumore del collo dell’utero, è stato il pap-test, un esame che permette di diagnosticare precocemente l’insorgenza di questa forma di cancro.
Ogni anno tredicimila donne valdostane a partire dai 25 anni di età si sottopongono a questo test. Associando al pap-test il vaccino, sarà possibile ottenere una mortalità pari a zero, e sconfiggere definitivamente questa malattia.
Purtroppo solo una donna su due in Italia esegue periodicamente il test, mentre due su cinque non hanno mai effettuato questo controllo fondamentale, che consente di scoprire le alterazioni della cellula prima che compaiano i sintomi del tumore.

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