E’ in costante aumento la richiesta di collaborazione che arriva all’Usl dalle istituzioni scolastiche nell’affrontare problemi di tipo psico-lopedico, un fenomeno che crea difficoltà nel fornire risposte sanitarie in tempi brevi, visto il grande numero di richieste: per il 4,3% di 5937 alunni appartenenti alle istituzioni scolastiche dell’infanzia, primaria e secondaria di 1° e 2° grado del distretto 2 di Aosta, è stata fatta una segnalazione all’Usl. Per lo più si tratta di problemi di apprendimento (56%), di linguaggio (15,5%) e attenzione-disagio (18%). Su 291 segnalazioni arrivate nel corso dell’Anno scolastico 2009-2010, 132 erano nuove segnalazioni. Ne sono state prese in carico l’87,5%, trattate e valutate il 64,1% e solo il 19,3% ha visto l’avvio di un percorso con il neuro-psichiatra infantile.
Questo significa che il restante 80% circa delle segnalazioni prese in carico fa riferimento a problemi di apprendimento, materia non prettamente in seno all’attività sanitaria “Da una parte giudichiamo positivamente la maggiore capacità delle insegnanti di rilevare problemi di apprendimento, le scuole hanno imparato a segnalare all’Usl questi casi anche per ricevere indicazioni precise su come intervenire – evidenzia Raffaella Sanguineti, direttore della struttura complessa di Psicologia – Esiste comunque una problematicità del corpo docente nel definire percorsi per i bimbi e ragazzi non patologici. Noi valutiamo un 80% di casi per i quali rimane il dubbio se sia veramente competenza nostra”.
La valutazione è effettuata dal Polo unico di valutazione psicologica e logopedia, con sede presso l’Ex maternità, avviato sperimentalmente nell’anno scolastico 2009-2010 nel Consultorio di Aosta Ovest con lo scopo di razionalizzare l’offerta sanitaria e di velocizzare le valutazioni. “Il problema infatti riguarda proprio il tempo di risposta alla segnalazione poiché la trafila è lunga, sono necessari diversi incontri con professionisti per ogni caso segnalato – spiega Sanguineti – e il tempo di attesa tra segnalazione e presa in carico valutativa è di circa 2 mesi per i casi considerati in fascia alta, cioè i più piccoli per i quali ha senso un intervento tempestivo, mentre arriviamo anche a 6 mesi per i casi considerati meno gravi”. Nell’Anno scolastico in corso non già pervenute, dato al mese di aprile, 362 domande con 103 nuovi utenti che si sono rivolti al Polo unico dal 1° ottobre 2010 al 30 aprile 2011.
L’intervento di tipo riabilitativo è efficace se attivato per tempo, ecco perché nella valutazione dei casi sono stati identificati 3 livello di gravità, a seconda del grado di scuola frequentato e del tipo di problema, nell’ottica di privilegiare l’intervento precoce.
“Certamente l’iter diagnostico risente ancora della complessità della problematica e le richieste sono superiori alle possibilità di risposta dei servizi – ha spiegato il direttore generale dell’USl, Stefania Riccardi – per conto la collaborazione con le istituzioni scolastiche e la riorganizzazione delle risorse ha permesso di rilevare problemi fino a poco tempo fa ignorati nella popolazione scolastica, questo apre uno scenario su cui riflettere, anche livello sociale”.

