Intolleranze alimentari e tendenze al sovrappeso…

Il presente articolo completa le informazioni allergologiche basilari per i nostri Lettori relativamente alle importanti intolleranze alimentari ed ai rapporti esistenti fra esse ed altre frequenti patologie come colon irritabile e tendenza a sovrappeso.
Società

Le generiche reazioni avverse agli alimenti vengono distinte, sulla base del meccanismo eziopatogenetico in forme a meccanismo immunologico o allergie alimentari e forme a meccanismo non immunologico od intolleranze alimentari.
II termine allergia alimentare va riservato alle forme per le quali sia dimostrabile un meccanismo immunologico, che può essere in prevalenza IgE-mediato, ma appartenere anche ad altre categorie di reazioni immunopatogene o derivare dall'associazione di più meccanismi immunologici.
Esempio classico in merito è dato dalla sindrome orale allergica già descritta in precedente articolo.

L'intolleranza alimentare è caratterizzata invece da un meccanismo patogenetico non immunologico. Include varie forme:
-Reazione farmacologica: dovuta a sostanze con capacità di indurre effetti farmacologici nell'organismo (es: insonnia da caffeina contenuta in alimenti)
-Reazione tossica: indica una reazione indesiderata dovuta all'azione diretta della sostanza con l'organismo. Include ad es. le reazioni da tossine, come quelle batteriche, presenti naturalmente o per contaminazione in alcuni alimenti.
-Reazione metabolica: dovuta agli effetti della sostanza su uno o piu' sistemi metabolici dell'organismo. (esempio amine vasoattive: dopamina, adrenalina,noradrenalina, presenti in alimenti).
-Idiosincrasia o intolleranza al cibo vera e propria: reazione quantitativamente anomala caratterizzata da risposta non legata agli effetti fisiologici o farmacologici della sostanza. I meccanismi eziopatogenetici non sono del tutto chiari.

La diagnosi è difficile. Scientificamente esiste un test in doppio cieco controllato verso pacebo. (Double-blind placebo-controlled food challenge o DBPCFC). Un challenge in doppio cieco controllato verso alimenti consiste nel far mangiare al paziente il cibo sospetto di causare i disturbi sotto controllo medico.
Si realizza somministrando ogni 30' una dose crescente del cibo sospetto, mascherato in altri alimenti e quindi ignoto sia al Paziente che al Medico, finchè non sopraggiungono i sintomi ovvero si dimostra regolare tolleranza ad una normale porzione alimentare del cibo stesso.
Esso risulta a mio parere troppo indaginoso e lento in quanto numerosi sono i potenziali alimenti da testare.

La medicina complementare propone altri tests, di più facile e rapida esecuzione, quali il VEGATEST, tests chinesiologici, tests ematologici come la ricerca di IgG verso alimenti od il test citotossico nei confronti dei granulociti neutrofili, etc..Essi però non risultano attualmente scientificamente validati. Parere dello scrivente è che il loro vario abbinamento consenta con buona approssimazione di porre una diagnosi corretta, cosa che che viene spesso confermata dal fatto che l'eliminazione dei cibi verso i quali esiste intolleranza e la relativa terapia in merito si traducono in un deciso miglioramento sintomatologico.

Al riguardo possiamo dire che i sintomi causati da intolleranze alimentari sono multiformi. Generalmente si tratta di manifestazioni gastroenteriche inquadrabili nell'ambito del cosiddetto "colon irritabile" , gastrite e reflusso gastroesofageo, ma anche rinite vasomotoria, astenia, difficoltà di concentrazione, sonnolenza, facile suscettibilità ad infezioni aspecifiche, tendenza a sovrappeso nonostante dieta apparentemente normo o ipocalorica.
Spesso si osserva che l'eliminazione dei cibi verso i quali esiste intolleranza rende molto più efficaci le varie diete dimagranti, come se il metabolismo dell'individuo subisse un'accelererazione in assenza dei cibi suddetti.
Non è nostro compito trattare in questa sede il complesso problema multifattoriale dell' obesità. Tuttavia, fermo restando il ruolo fondamentale di una corretta dieta, giova rammentare che esistono in omeopatia e fitoterapia farmaci estremanente utili, con nulli o scarsi effetti collaterali, capaci di agire in modo efficace sul sovrappeso mediante azione ai vari livelli eziopatogenetici. Di seguito cito alcuni dei principali.

A) Farmaci omeopatici
Anacardium 6/12 DH– Anacardium cura la cefalea nervosa, i danni causati da superlavoro, come pure la debolezza di memoria.Cura anche la debolezza psichica secondaria ad una malattia fisica prostrante. Migliora l'esaurimento che segue le manifestazioni più violente delle psicosi acute.
E' anche un rimedio psichiatrico di ambivalenza conflittuale nei rapporti con l'assunzione di cibo e possiede pertanto buona azione anti-bulimica.
Serotonina 4 CH-La serotonina (5-HT), scoperta da Ersparmer a Roma nel 1935, nota anche come "ormone del buonumore", è un trasmettitore monoaminico sintetizzato a partire dal triptofano nel cervello ed in altri tessuti nei neuroni serotoninergici del sistema nervoso centrale , nonché nelle cellule enterocromaffini dell'apparato gastrointestinale.
Nel sistema nervoso centrale la serotonina svolge un ruolo importante nella regolazione dell'umore, del sonno, della temperatura corporea, della sessualità e dell'appetito.
La serotonina interviene infatti nel controllo dell'appetito e del comportamento alimentare, determinando una precoce comparsa del senso di sazietà mediante la stimolazione del centro della sazietà, una minore assunzione di carboidrati a favore delle proteine ed una riduzione della quantità di cibo ingerita. Alcuni farmaci anoressizzanti utili nel trattamento dell'obesità ,come la fenfluramina, agiscono aumentando il segnale della serotonina.
La serotinina alla 4CH possiede un effetto stimolante per la serotonina stessa.
Clorpromazina 15/30 CH – Fra le cause dell'obesità si annovera l'impiego di farmaci che influenzano l'apporto energetico o il consumo calorico, quali i fenotiazinici.La clorpromazina (Largactil) è un noto fenotiazinico che appartiene alla classe dei farmaci antipsicotici.
La clorprormazina esercita un'apprezzabile attività antagonista alfa-adrenergica ed è capace di bloccare gli effetti pressori dell'adrenalina.
La clorpromazina dinamizzata alla 15/30 CH può, secondo la "legge di Arndt-Schulze", ribattezzata più di recente con il termine di "ormesi"(dal greco ormesis: stimolazione), favorire l'attività alfa-adrenergica, ossia potenziare l'effetto di agonisti adrenergici, come ad esempio l'amfetamina, sostanza capace di deprimere il centro della nutrizione situato nell'ipotalamo laterale, ed anche di indurre uno stato di nausea latente che si oppone all'introduzione eccessiva di cibo.
Cyproeptadine Cloridrato 15/30 CH – E' forse il più potente antagonista della 5-idrossitriptamina o serotonina. Attivo contro il prurito cutaneo di origine allergica, può essere anche impiegato nell'ipermotilità intestinale da carcinoide, causato da liberazione di serotonina. Come effetti collaterali dà sonnolenza, secchezza della bocca ed aumento ponderale per incremento dell'appetito.
La Ciproeptadina cloridrato (Periactin), dinamizzata alla 15/30 CH è in grado, sempre secondo la "legge di Arndt-Schulze" di deprimere l'appetito e causare conseguentemente un calo ponderale.
Asse cortico-Ipotalamico 7/9 CH – E' in grado di regolare e moderare l'attività cortico-ipotalamica, alterata nell'obesità psicogena.
Infatti un'obesità da regolazione dipende dalla esagerata spinta a nutrirsi, uno stimolo di base che nasce nel sistema nervoso centrale.
I meccanismi omeostatici che regolano l'ingestione di cibo adeguandola alla spesa energetica non sono conosciuti con precisione, ma essi coinvolgono probabilmente attività neurologiche e biochimiche e segnali che, se anomali, possono provocare un'obesità metabolica.
L'ipotalamo sembra essere il centro coordinatore per gli impulsi afferente ed efferente che regolano l'ingestione di cibo rispetto alle necessità dei tessuti.
Vie nervose a partenza dal lobo frontale e da altre zone della corteccia cerebrale verso l'ipotalamo forniscono le basi anatomiche per le relazioni tra psiche ed appetito.
Alterazioni del controllo di questo asse sono responsabili dell'obesità psicogena.

B) Fitoterapici
ONONIS SPINOSA TM – Ononis, dal greco onos = asino, il quale volentieri se ne ciba. La pianta viene utilizzata, pressoché da sempre, per aumentare il volume urinario, e calmare i dolori dell'apparato urinario.
Dioscoride la giudicava efficace per ridurre la renella ed espellere i calcoli.
E' quindi un buon rimedio drenante per la funzione renale.
TARASSACO TM – II tarassaco è il notissimo fiore giallo dei prati, i cui frutti formano il soffione con cui si divertono i bambini. Le foglie di tarassaco costituiscono una gradevole insalata primaverile di sapore amaro aromatico, usata da tempo per i benefici effetti. Sono state scoperte in queste piante primaverili molte vitamine, in particolare la vitamina C. Nel tarassaco si sono poi rinvenute anche altre sostanze ad azione enzimatica che stimolano l'attività dei reni e del fegato. Pertanto oltre che agire come diuretico, il tarassaco incrementa la secrezione epatica e quindi agisce anche come colagogo. E' pertanto confermata l'esperienza del passato, che lo considerava un buon rimedio per i disturbi biliari.
RHAMNUS FRANGULA TM – Lassativo di media forza. E' una pianta diffusa in Asia, Europa centro meridionale ed Unione sovietica. L'origine del nome è celtica e significa fragilità di rami: da "ram"(= spino), "frangula" (= dal latino frangere).
Componenti principali di piante come la frangula ed anche l'Aloe sono dei glicosidi antrachinonici, i cui prodotti per idrolisi acida o enzimatica si chiamano agliconi.
I glicosidi si comportano da profarmaci in quanto per agire devono essere metabolizzati in prodotti biologicamente attivi: i glicosidi infatti manifestano la loro attivita' solo dopo che la flora batterica intestinale li ha idrolizzati liberando gli agliconi e trasformando questi nella forma attiva, gli antroni.
La Frangula e la Cascara sono indicate nella stipsi occasionale o cronica. Si usano a piccole dosi dopo i pasti (posseggono anche azione colagoga) o in dose unica la sera.
HELIANTUS TUBEROSUS TM – o topinambur, è un tubero ricavato da una pianta erbacea originaria del Nordamerica, introdotto in Europa nel cinquecento. La polpa è carnosa e bianca, di sapore delicato, vagamente simile al carciofo. Grazie al contenuto di inulina è una pianta molto adatta ed indicata nella dieta di persone diabetiche in quanto l'inulina funziona come riserva di carboidrati (in sostituzione all'amido) indipendentemente dall'insulina. L'inulina è costituita da una catena di molecole di fruttosio terminanti con glucosio. Il Topinambur passa per lo stomaco ed il primo tratto dell'intestino senza venire digerito; solamente nell'ultimo tratto dell'intestino sono presenti dei bifidobatteri e dei lattobacilli in grado di rompere le lunghe molecole dell'helianthus tuberosus il cui carattere fibroso ha un effetto molto positivo sulla flora batterica. Il tubero inoltre è ricco di sali minerali ed in particolare potassio, magnesio, fosforo e ferro come pure di selenio e zinco. Il topinambur è da sempre famoso per ridurre il colesterolo e per stabilizzare la concentrazione dello zucchero nel sangue.
STERCULIA ACUMINATA TM – Incrementa il metabolismo basale e la lipolisi. Ha azione simile alla caffeina ed al guaranà, ma più modesta e duratura. Trova quindi indicazione nell'obesità e sovrappeso, ma anche nell'impotenza sessuale. Aumenta pure lo stato di vigilanza.

 

Dott. Rino Zironi
Specialista in Malattie dell'apparato respiratorio, Medicina dello sport e Malattie infettive.

Per questo articolo si ringrazia la Società Dual Sanitaly divisione omeopatia Homeopharm.

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