La Caritas organizza laboratori formativi e di impegno pratico per persone disagiate

Il progetto, già avviato, ha coinvolto finora 9 persone in tutto. Le parrocchie valdostane sono state la palestra naturale in cui questi lavoratori, seguiti da un caposquadra, si sono esercitati in lavori e piccole manutenzioni.
Don Renato Roux, Don Aldo Armellin, Roberto Presciani e Mohamed Mumin
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“È meglio insegnare a pescare a chi ne ha bisogno invece di dargli un pesce”. Devono aver pensato a questa famoso proverbio i vertici della Caritas diocesana di Aosta quando hanno avviato, alcuni mesi fa, con i fondi dell’8 per mille, alcuni laboratori formativi rivolti a persone in gravi situazioni di disagio, senza lavoro, con problemi abitativi e senza il supporto di parenti ed amici. 

Di fronte alla crisi che ha investito tutto il mondo, ci siamo chiesti come la Chiesa avrebbe potuto affiancarsi agli aiuti messi in campo dagli enti pubblici e abbiamo immaginato questo gesto concreto di solidarietà” ha spiegato Don Aldo Armellin, direttore della Caritas nella  conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa.

Sono così nati i laboratori formativi fortemente orientati al lavoro in cui queste persone in difficoltà, 9 in tutto finora, sono state coinvolte in un percorso di formazione e di impegno pratico della durata di tre mesi. Le parrocchie valdostane sono state poi la palestra naturale in cui questi lavoratori, seguiti da un caposquadra, si sono esercitati mettendo in pratica le competenze acquisite. Il Consorzio delle cooperative sociali Trait d’Union ha organizzato il tutto fornendo le attrezzature necessarie per i lavori, mettendo a disposizione un caposquadra e le attività formative.

“Abbiamo dato sin da subito il nostro contributo perché pensiamo che ogni cittadino ed ogni realtà imprenditoriale, come dice la nostra Costituzione, sia chiamata a fare la sua parte per migliorare il benessere della comunità senza aspettare sempre l’intervento del pubblico” ha sottolineato Roberto Presciani del Consorzio Trait d’Union.

Risultato? Si sono riverniciate ringhiere, imbiancati alloggi e stanze del catechismo, sistemate aree verdi e eseguiti piccoli interventi di manutenzione di cui molti edifici ecclesiastici hanno bisogno. Ma il risultato più grande è l’esperienza che queste persone hanno maturato, imparando a fare alcuni lavori, ad operare gomito a gomito con altri e a conoscere il territorio e i servizi che offre.  

Mohamed Moumin è uno di loro. Arrivato dalla Somalia, non smette di ringraziare la Caritas per l’opportunità che gli è stata data. “Ho imparato molto, non avevo mai lavorato prima, ora ho trovato un lavoro in una cooperativa sociale, vivo in una casa messa a disposizione dalla Caritas e sto imparando l’italiano“. Come lui anche un altro ha trovato un lavoro stabile in un’altra cooperativa sociale 

Costo dell’operazione: 90.000 euro all’anno stanziati dalla Caritas che comprende il costo del caposquadra, l’utilizzo delle attrezzature, l’organizzazione della formazione ed una borsa di studio per ogni partecipante di circa 1.000 euro.

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