La Cittadella compie un anno, ma non festeggia. I gestori: “necessario un tempo di rodaggio”

"E' stato un anno di rodaggio" spiegano i gestori che si dichiarano comunque soddisfatti nonostante la perdita a febbraio di MasterData di Ezio Magliano, un pubblico un po' scarso e qualche polemica con i gestori dei locali notturni aostani.
La futura Cittadella dei Giovani
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Nel giorno del suo primo compleanno, la Cittadella dei giovani non spegne nessuna candelina. L’apertura è avvenuta l’11 dicembre 2009, con un’inaugurazione sfarzosa e un programma di grandi eventi per tutto il primo mese di porte aperte. Ad un anno di distanza, il clima è cambiato. “Abbiamo avuto un anno di rodaggio – spiega Simone Bertucco, tra i soci del raggruppamento temporaneo di imprese che gestisce la Cittadella – in cui mettere alla prova gli spazi della struttura, apportare le dovute modifiche per rientrare in tutti i limiti di legge e prendere le misure con le esigenze degli utenti. Abbiamo previsto, per celebrare il primo anno di apertura, alcune attività nel periodo natalizio“.

Un primo anno difficile: prima, la perdita a febbraio di MasterData di Ezio Magliano, una delle tre aziende che componevano il raggruppamento temporaneo che ha la struttura in gestione per cinque anni, assieme a Cti e 3bite; in seguito, tanti eventi a cui il pubblico ha risposto timidamente e qualche polemica con i gestori dei locali notturni aostani. “Siamo comunque molto soddisfatti dei risultati” continua Bertucco.

La Cittadella ha 1203 iscritti, ma solo 124 tessere sono state distribuite: le altre sono in preparazione o in giacenza in segreteria. “Abbiamo un buon numero di ragazzi che utilizzano gli spazi delle aule studio e dei laboratori informatici – aggiunge Bertucco – e abbiamo risolto anche i piccoli attriti che c’erano con i gestori di altre attività del centro storico: la Cittadella non è una griglieria, ma ha regolare autorizzazione sia per la preparazione di cibi, sia per la distribuzione di alcolici, per cui c’è una delibera della giunta comunale di luglio“.

Il pubblico risponde poco alle iniziative? “Dobbiamo migliorare la comunicazione, che oggi avviene sul nostro sito, su Facebook e tramite i mezzi di comunicazione tradizionali. Oggi però i giovani leggono e si informano sempre meno: dobbiamo trovare nuovi canali di comunicazione e nuovi strumenti per far venire sempre più ragazzi e ragazze da noi. Il 2011 sarà l’anno della comunicazione, per avvicinarci ai giovani e far sì che la Cittadella diventi un loro spazio“.

E’ sempre suggestivo andare alla Cittadella “dei giovani” per la festa “degli anziani”, per una serata in cui si parla di testamento o per la festa della Polizia. Perché organizzate manifestazioni che non si rivolgono ai ragazzi, il vostro target dichiarato? “La Cittadella ha 680 mila euro di costi all’anno, e solo 470 mila euro di stanziamenti di Regione, Comune e Celva. Dobbiamo avere un margine di imprenditorialità, e se un’associazione e un’organizzazione che collabora con noi propone attività alla Cittadella che si rivolgono al nostro target, può capitare che ne propongano anche altre con target diversi“.

Qual è il ruolo di Mogol, che nel momento dell’inaugurazione è stato presentato come “direttore artistico”? “Abbiamo contatti frequenti con Mogol, anche se il suo ruolo era conseguenza diretta dell’amicizia personale con Ezio Magliano, che è uscito dalla gestione e che non sentiamo da mesi. Oggi Mogol fa opera di consulenza per alcuni progetti della Cittadella e collaborerà per le selezioni del Cet, il suo Centro europeo di Toscolano, per il quale l’amministrazione regionale assegna ogni anno delle borse di studio: le selezioni per il Cet avverranno alla Cittadella“.

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