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Ultima modifica: 11 Aprile 2019 15:07

La montagna come terapia psichiatrica: con il progetto “Prospettive sicure” calano i ricoveri

Aosta - Rivolto a giovani tra i 16 e i 26 anni in carico al Dipartimento di Salute Mentale, il progetto ha prodotto un’evoluzione clinica significativa con svariati benefici per gli utenti.

“Queste esperienze in montagna sono risultate più positive rispetto alle cure con i farmaci e ai ricoveri ospedalieri”. Non ha avuto esitazioni il dottor Valerio Ricci, dirigente medico del Dipartimento di Salute Mentale, durante la presentazione dei risultati del progetto “Prospettive sicure”, nel sottolineare come una serie di attività sportive possano portare a un’evoluzione clinica significativa, con svariati benefici per gli utenti coinvolti, fino a superare in molti casi gli effetti di un approccio più “tradizionale”.

Avviato un anno fa dalla cooperativa L’Esprit à l’Envers con il sostegno della Fondazione CRT e la collaborazione dell’AUSL, il progetto “Prospettive sicure” si è concluso a inizio aprile ed era rivolto a giovani trai 16 e i 26 anni con difficoltà di natura psichiatrica in carico proprio al DSM.

“Per la prima volta abbiamo voluto sperimentare in ambito psichiatrico degli interventi rivolti ad un target specifico, i giovani, proponendo attività che hanno un grande valore terapeutico come l’arrampicata sportiva ed escursioni, e con una finalità importante, quella di capire come poter agire in termini di prevenzione”, ha spiegato Annamaria Di Pede, coordinatrice del progetto della cooperativa L’Esprit à L’Envers. Attività che hanno visto la partecipazione di 18 giovani, 9 uomini e 9 donne, con risultati decisamente interessanti.

Prospettive sicure
La presentazione dei risultati del progetto “Prospettive sicure”: Davide Francisco, Annamaria Di Pede e Monica Seganfreddo

“L’evoluzione clinica ha portato ad alcuni benefici per gli utenti come la sospensione dell’uso della terapia al bisogno durante i periodi di attività e la revisione del piano terapeutico individuale con una riduzione complessiva dei farmaci, per alcuni casi”, ha spiegato l’educatrice Monica Seganfreddo, referente del progetto per il DSM. Ma non è tutto, perché nel periodo in cui si è svolto il progetto, è stata registrata una netta riduzione dei ricoveri (sia in Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura che in Day-Hospital), passati complessivamente dai 30 del 2017 ai 9 del 2018.

“Diversi studi ed esperienze mostrano come l’arrampicata sportiva metta le persone in contatto con tematiche ricorrenti come la regolazione delle proprie emozioni, la paura, la rabbia e l’impotenza”, ha spiegato Davide Francisco, referente del progetto della cooperativa L’Esprit à L’Envers. “Questo sport spinge al raggiungimento di traguardi che per i destinatari non è semplice tagliare nella quotidianità”. Oltre alle escursioni in montagna (14 uscite sul territorio) e alle arrampicate (9 esperienze indoor e 2 outdoor), i pazienti transitati nel percorso hanno avuto anche diversi momenti di riflessione sull’esperienza (4 incontri) e di “restituzione”, attraverso un laboratorio video e montaggio immagini (5 incontri).

Le attività sono state realizzate in partenariato con la cooperativa di guide naturalistiche Habitat e l’Associazione Professionisti dell’Audiovisivo della Valle d’Aosta che ha prodotto il video che documenta il percorso, e il coinvolgimento di A.S.D. Arrampicata Courmayeur. Il volume del finanziamento del progetto era di 21 mila euro, di cui 11mila a carico de L’Esprit à l’Envers e 10mila della fondazione CRT. La chiusura del progetto è affidata a una giornata con tre laboratori, in programma l’11 maggio a Courmayeur.

Prospettive sicure
La presentazione dei risultati del progetto “Prospettive sicure”: Davide Francisco, Annamaria Di Pede, Monica Seganfreddo, Valerio Riccio e Roberto Giunta

“L’auspicio è che “Prospettive sicure” possa rappresentare solo un primo passo verso l’attivazione di progetti di terapia e prevenzione mirati a giovani con difficoltà di natura psichiatrica”, ha concluso Annamaria Di Pede. Sulla stessa lunghezza d’onda il Dott. Ricci. “Abbiamo dato risposta ad un vuoto terapeutico per una fascia di età, quella degli under 26, sulla quale sta emergendo un incremento significativo di casi: è necessario continuare a investire su questo tipo di attività”.

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