È uno dei tanti segnali di un Paese che cambia. In un’Italia sempre più anziana — secondo gli ultimi dati Istat ci sono circa 200 anziani ogni 100 giovani — anche la politica ripensa le proprie priorità. Così, dove vent’anni fa si immaginava una nuova scuola, oggi si guarda a microcomunità, servizi assistenziali o strutture sanitarie.
Stiamo parlando del futuro dell’ex Centrale del latte di via Piccolo San Bernardo ad Aosta. Dopo anni di progetti rimasti sulla carta, la struttura torna al centro del dibattito pubblico. Nei giorni scorsi la Giunta regionale ha approvato una delibera che riavvia il percorso per modificare la destinazione urbanistica dell’area.
Inserita dal 2016 nel Piano regionale delle alienazioni e valorizzazioni, l’ex Centrale del Latte è stata oggetto negli anni di sopralluoghi e manifestazioni di interesse da parte di soggetti privati. C’è chi ha proposto di trasformarla in un supermercato, diversi in una Rsa. Fra questi anche un investitore straniero, che aveva accompagnato la proposta con l’idea di trasformare l’Aosta-Pré-Saint-Didier in una pista ciclabile. A mettere gli occhi sulla struttura anche la Casa della Salute, che poi ha deciso di aprire negli ex spazi Inail. A frenare qualsiasi intervento, però, è sempre stato il vincolo urbanistico introdotto nei primi anni Duemila, quando si ipotizzava in quest’area l’ampliamento dell’Institut Agricole Régional.
Già in passato la Regione aveva chiesto alla Regione di trasferire il vincolo scolastico in altra sede, posta nelle vicinanze, quale, ad esempio, l’area adiacente alla scuola Cerlogne, per garantire il rispetto dello standard dei servizi scolastici comunali e di destinare l’area a servizi residenziali e semiresidenziali. Il Comune si era detto disponibile ad approfondire, ma poi l’iter si era interrotto.
Oggi la Regione ci riprova.
L’immobile, inutilizzato da tempo e parte del patrimonio disponibile regionale, rappresenta secondo gli uffici un’opportunità concreta per rispondere ai crescenti bisogni del territorio nel settore assistenziale e sanitario, anche attraverso progetti sviluppati in partenariato pubblico-privato, evitando allo stesso tempo il degrado di un’area abbandonata.
Con la delibera approvata venerdì scorso si rimanda quindi la palla nel campo del comune di Aosta, che dovrà ora avviare la procedura di variante al piano regolatore, per consentire il cambio di destinazione d’uso dell’area.
Entrato in funzione nel 1958, l’edificio ha ospitato fino al 1990 la Centrale del Latte, poi trasferita a Gressan. Successivamente, fino al 1998, alcuni locali del primo piano sono stati assegnati all’“Espace Vallée d’Aoste”. Con l’alluvione del 2000, l’immobile e l’area circostante furono utilizzati come base logistica dalla Croce Rossa Italiana. Alla riconsegna del fabbricato da parte della Croce Rossa, nel 2007, la Regione ha murato gli accessi per impedirne l’occupazione abusiva. Da allora la struttura è rimasta inutilizzata ed è stata inserita nel Piano regionale delle alienazioni e valorizzazioni.
Oggi, a quasi vent’anni dalla sua chiusura definitiva, l’immobile e tutta l’area potrebbero finalmente diventare oggetto di una riqualificazione, cancellando l’attuale immagine di degrado che accoglie chi arriva nel capoluogo regionale dall’alta valle. Non certo un bel biglietto da visita.
