La Valle d’Aosta perde altri 1000 residenti. In dieci anni quasi dimezzata la natalità

I dati della terza edizione del Censimento permanente della popolazione dell'Istat .945 residenti in meno nel 2020. Record negativo di nascite: 776. Cresce il tasso di mortalità da 11,1 per mille del 2019 a 14,6 del 2020.
Aosta - Centro città
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Sempre di meno, sempre più soli e vecchi. E’ il poco consolante ritratto della popolazione valdostana che emerge dalla terza edizione del Censimento permanente della popolazione dell’Istat. Anche nel 2020 la Valle d’Aosta dice addio ad un numero consistente di residenti, 945 persone. Al 31 dicembre in Valle d’Aosta si contavano infatti 124.089 residenti contro i 125.034 del 2019 dell’anno prima. Un’emorragia in parte contenuta dalla popolazione straniera, che nel 2020 rappresentava 8.395 residenti, con un aumento di 266 unità (+3,3%) rispetto al Censimento 2019.

A registrare le maggiori perdite di popolazione fra il 2019 e il 2020 sono Aosta (-393), Châtillon (-74) e Saint-Marcel (-54); in termini relativi nei comuni di Bard (8,2%), Chambave (-5,1%) e Gaby (-5,0%). Soltanto 22 dei 74 comuni valdostani non hanno registrato cali di residenti.
Chamois è il comune con il maggior incremento di popolazione (+10,2%), in particolare di residenti italiani (+10,3%) rispetto al 2019. In termini di popolazione residente, il comune più piccolo è Rhêmes-Notre-Dame con 83 abitanti mentre Aosta continua ad essere il più grande (33.523 abitanti).

L’effetto della Pandemia sul calo demografico

La tendenza alla decrescita demografica è stata accentuata dalla Pandemia da Covid-19.
“L’eccesso di decessi, direttamente o indirettamente riferibile alla pandemia, ha comportato in Valle d’Aosta l’incremento del tasso di mortalità da 11,1 per mille del 2019 a 14,6 del 2020” spiega una nota dell’Istat. Se Aosta durante il periodo pandemico ha visto salire il tasso di mortalità dall’11,9 a 16,4 per mille, l’incremento maggiore lo si è registrato a Valsavarenche, dove da 5,7 si sale a 28,9 per mille.

Più morti, ma meno nati

Cala ancora fra il 2019 e il 2020 il tasso di natalità, passato da 6,7 a 6,2 per mille. E’ sempre Aosta a mostrare la contrazione maggiore, da 6,6 a 5,5 per mille. Nel 2020 in Valle d’Aosta si sono registrati  776, erano 811 nel 2019 e 914 nel 2018. Per tornare sopra i 1000 nati bisogna risalire al 2014, quando se ne registrarono 1075. Prima del 2010 i parti erano più di 1300.

Più donne che uomini

Anche nel 2020 in Valle d’Aosta è maggiore il numero di donne rispetto agli uomini. La componente femminile rappresenta il 51,1% del totale, superando quella maschile di 2.665 unità. Il rapporto di mascolinità nella regione è pari al 95,8% mentre in Italia si attesta al 95%.

Sempre più vecchi

I valdostani sono più vecchi rispetto al resto del Paese. L’età media, sostanzialmente stabile rispetto al 2019, è di 46,1 anni contro i 45,4 della media nazionale. Aumenta l’indice di vecchiaia (rapporto percentuale tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione di età 0-14), che passa da 188,5 del 2019 a 192,3 del 2020 mentre resta pressoché invariato (38,8) l’indice di dipendenza degli anziani (rapporto percentuale tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione in età 15-64).
Il comune “più giovane” è Gressoney-La-Trinité con un’età media di 41,5 anni, il “più vecchio” è Rhêmes-Notre-Dame con un’età media di 52,5 anni.

I single sono la famiglia tipo

Le famiglie residenti in Valle d’Aosta sono 60.281, +0,1% rispetto al 2019. Il numero medio di componenti per famiglia è di 2,1, leggermente sotto la media nazionale di 2,3 componenti, ma la tipologia famigliare più diffusa è quella unipersonale (42,8% del totale contro 35,1% della media nazionale), seguono le famiglie con due componenti (27,7%), in linea con il dato nazionale. Le famiglie più numerose, con almeno tre componenti, rappresentano meno di un terzo del totale.

Cresce il livello di istruzione

Nel 2020 in Valle d’Aosta si innalza il livello medio d’istruzione della popolazione residente di 9 anni e più. Rispetto al 2019 diminuisce nel complesso la quota di popolazione con un basso livello d’istruzione: coloro che sono analfabeti o alfabeti privi di titolo di studio passano da 3,4% a 3,1% e coloro che hanno la licenza elementare da 16% a 15,5% mentre resta stabile il numero di persone in possesso di licenza media. Aumenta la percentuale dei diplomati (34,9%) e delle persone con istruzione terziaria (lauree) e superiore (13,7%) .

Ad Aosta il 16,8% della popolazione di 9 anni e più possiede un titolo terziario e superiore a fronte del 13,7% della media regionale ed Aosta è in quarta posizione nella graduatoria per quota di persone con questo livello di istruzione. E’ sempre Gressoney-La-Trinité a vincere il titolo di comune con la maggior percentuale di laureati (18,8%), seguita da Saint Nicolas (18,5) e e Gressoney-Saint-Jean (17,5%). Sul fronte opposto le percentuali maggiori di popolazione che ha conseguito al massimo la licenza di scuola media inferiore si registrano nei comuni di Oyace (64,4%), Issogne (63,5%), Allein (62,8%) e Bionaz (62,7%).
La presenza ad Aosta di un Ateneo, come accade in altre città rileva l’Istat, incide sui titoli di studio più alti: nel capoluogo regionale la quota di residenti con il dottorato di ricerca (0,4%, pari al valore nazionale) supera, anche se di poco, la media regionale (0,3%) e il 12% ha un titolo universitario di II livello contro il 9,4% della regione nel suo complesso.

Più laureate fra le donne

Il 57,8% delle persone con un titolo terziario (laurea di I, II livello o dottorato) sono donne e rappresentano il 15,4% della popolazione femminile di 9 anni e oltre (rispetto all’11,8% degli uomini). La componente femminile è maggioritaria anche fra gli analfabeti o alfabeti senza titolo di studio, il 53,2% e fra le persone in possesso della licenza elementare, il 56,8%. Il divario di genere tende a scomparire in corrispondenza del diploma di scuola secondaria di secondo grado o di qualifica professionale (50,1% uomini, 49,9% donne), mentre per la licenza di scuola media (posseduta dal 35,7% degli uomini e dal 30,2% delle donne) prevale la componente maschile (52,8%).

Stranieri: i rumeni la prima comunità in Vda

Degli 8.395 residenti stranieri censiti nel 2020, oltre la metà (il 54,8%) proviene dall’Europa, il 29,1% dall’Africa, l’8,2% dall’Asia e il 7,8% dall’America. La comunità rumena, prima in regione per numero di componenti, rappresenta il 28% degli stranieri censiti nel 2020 in Valle d’Aosta (20,8% il dato nazionale). La comunità marocchina, seconda per numero assoluto di individui dimoranti abitualmente, rappresenta il 18,9% della popolazione straniera regionale (8,3% il dato nazionale).
Più di terzo degli stranieri vivono nel comune capoluogo regionale (3.025 persone, +7,9% rispetto al 2019). Oltre che ad Aosta, il numero degli stranieri aumenta anche in altri 29 comuni; in questi 30 comuni si concentra il 69,4% degli stranieri residenti nella regione. L’incidenza risulta più elevata a Valtournenche (13,1%), Verrès (10,2%), Challand-Sain-Anselme e Cogne (entrambi 9,5%), seguiti da Ayas (9,4%) e da Aosta ( 9%).
Gli stranieri in Valle d’Aosta sono mediamente più giovani rispetto agli italiani. L’età media è di 36,5 anni contro 46,8 anni degli italiani e la presenza maschile è minore (81,7 stranieri ogni 100 straniere e 96,9 italiani ogni 100 italiane).

 

2 risposte

  1. Mi dispiace tantissimo per gli aborti, per tanti e tanti bimbi che non hanno potuto vedere la loro mamma…..
    Dio abbia pietà di noi….

  2. Ottimo articolo. Una domanda: ma i politici valdostani si interrogano su quello che sta succedendo?

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