La Valle d’Aosta si prepara al 31º “Mondial des Vins extrêmes”

La competizione internazionale sarà disputata presso l’Hotel Étoile du Nord tra giovedì 28 e 29 venerdì settembre prossimi; in programma anche la 3ª edizione dell’“Extreme spirits international contest”.
Da sinistra Alberto Levi, Marco Carrel e Stefano Celi alla presentazione del “Mondial des Vins extrèmes”
Società

319 aziende provenienti da 26 Paesi di tutto il mondo sono pronte a sfidarsi nel 31º “Mondial des Vins extrêmes” raccontando e facendo assaporare ben 863 vini. A ospitare la competizione internazionale, che si disputerà tra giovedì 28 e 29 venerdì settembre prossimi, sarà quest’anno l’Hotel Étoile du Nord di Sarre.

“Dopo aver conquistato nel tempo un buon posizionamento a livello mondiale, ora il nostro obiettivo è di guardare oltre valorizzando quelle difficoltà di coltivazione che ci rendono forti e ci connotano come eccellenze. – ha dichiarato l’assessore Agricoltura e risorse naturali, Marco Carrel, durante la conferenza stampa di oggi, venerdì 22 settembre – Esistono realtà in cui produrre è più facile ed economico e porta a ricavi più alti rispetto alla nostra regione, ma dobbiamo lavorare sulla qualità della comunicazione e degli eventi che ci permettono di svelare che cosa sta dietro alle nostre bottiglie e dimostrare chi siamo e quanto valiamo”.

Organizzata dal Cervim, in collaborazione l’Ais Valle d’Aosta e l’assessorato regionale Agricoltura e risorse naturali, nonché con il patrocinio dell’Organisation internationale de la vigne et du vin, l’edizione 2023 del “Mondial des Vins extrêmes” è per la Valle d’Aosta la seconda edizione più partecipata di sempre dopo quella datata 2019, nonché quella che detiene il record per numero di nazioni partecipanti. Oltre ai 5 vini portati in concorso dal Giappone, e al ritorno di 3 vini dall’Ucraina, saranno presenti anche Spagna (190 etichette), Brasile (42 etichette), Germania (38 etichette), Francia e Svizzera (36 etichette), seguite da Georgia, Libano, Portogallo, Slovenia, Serbia, Giappone, Argentina, Grecia, Malta, Cile, Capo Verde, Polonia, Ucraina, Macedonia del Nord, Slovacchia, Usa, Andorra, Armenia, Austria e Palestina.

“Si tratta in tutti i casi di vini di qualità altissima prodotti in territori che altrimenti rischierebbero di essere abbandonati nell’incolto – ha commentato il presidente del Cervim, Stefano Celi -. La viticoltura non soltanto invoglia il viticoltore a restare sul territorio fornendogli quel minimo di reddito che gli è necessario, ma valorizza vitigni per larga parte autoctoni che nel tempo hanno dimostrato ottime capacità di adattamento alle condizioni del terreno dove essi sorgono”.

Il settore delle coltivazioni cosiddette “estreme” ha assistito negli ultimi anni a una crescita esponenziale in termini di realtà produttrici ed etichette prodotte: a essere definite come tali sono soltanto le uve provenienti da vigneti di altitudine superiore ai 500 metri, con pendenze del terreno superiori al 30% o dislocati su terrazze, gradoni o piccole isole.

“Tale tipologia di bottiglia presenta un filo conduttore organolettico che senza il coraggio dei produttori non saremmo in grado di assaggiare. – ha constatato Alberto Levi dell’Associazione italiana sommelier della Valle d’Aosta – Accoglierli durante questo evento è per noi il coronamento di un lungo e impegnativo lavoro di divulgazione nonché un confronto con concorrenti internazionali che non dobbiamo temere e una grande soddisfazione per chi come noi quotidianamente assaggia e abbina i vini”.

Il “Mondial des Vins extrêmes” vedrà quest’anno cimentarsi anche 18 regioni eroiche italiane rappresentate da 174 aziende con i loro 448 vini: dopo il Veneto (59 etichette) e la Valle d’Aosta (56 etichette), primeggiano la Liguria (53 etichette), la Sicilia (48 etichette), il Trentino (42 etichette), la Lombardia (30 etichette), il Piemonte (29 etichette) e la Campania (28 etichette).

Parallelamente alla competizione, l’Hotel Étoile du Nord di Sarre aprirà le proprie porte alla 3ª edizione dell’“Extreme spirits international contest”, concorso mondiale riservato ai distillati. Anche questa tranche di 80 professionisti del settore provenienti da Francia, Perù, Spagna e Italia sarà attentamente giudicata da una apposita commissione costituita da esperti.

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