Le realtà on line della Valle? Ancora troppo chiuse alla partecipazione dei cittadini

E' una delle letture che emerge nella ricerca-azione, condotta nell'ambito del percorso formativo "La Partecipazione a portata di click", i cui risultati sono stati illustrati ieri, sabato 19 settembre, nel seminario di chiusura del corso.
Da sx Christian Diemoz, Jean Paul Lustrissy, Fabrizio Favre e Mario Badino
Società

Per oltre un mese, da giugno a luglio 2009, hanno analizzato e passato al setaccio oltre 33 siti web valdostani di aree diverse: istituzionale, informativa, culturale ed associativa. Nella giornata di ieri, sabato 19 settembre, i 20 corsisti che hanno preso parte al formativo "La Partecipazione a portata di click" – promosso dal CSV e cofinanziato dal Fondo sociale europeo – hanno restituito, nel seminario finale, i risultati della loro ricerca alla presenza dei docenti Christian Diémoz, Jean Paul Lustrissy, Mario Badino e Fabrizio Favre, di Sandra Bovo, capo-ufficio stampa della Giunta regionale, di Viviana Rosi, animatrice culturale e responsabile della casa editrice End e di Patrizia Neri, dell'Espace populaire di Aosta.

Obiettivo finale dell'indagine: capire quali risorse ed opportunità di partecipazione vengono offerte e messe a disposizione dai siti internet valdostani. "I risultati delle rilevazioni e i giudizi che emergono da questo lavoro – ha premesso Fabio Protasoni progettista e tutor del corso – non hanno alcuna pretesa di scientificità, ma hanno una validità solo esperienziale legata al fatto di avere osservato il mondo on line valdostano con uno sguardo più consapevole e informato".

I risultati illustrati comunque non sono scontati. Dalla ricerca-azione risulta, infatti, come l'impatto grafico e la gradevolezza dei siti analizzati di tutte e 4 le aree siano mediamente buoni così come risulta soddisfacente il livello di aggiornamento e di attualità.  Ai siti informativi inseriti nel campione – e qui la critica ci tocca in prima persona – i corsisti contestano una scarsa, se non addirittura assente, cultura dell'accessibilità dei contenuti alle persone diversamente abili. I portali informativi, seppur più attenti alla multimedialità, dimostrano anche una costante disattenzione ai temi dell'Europa, non utilizzano le lingue francese e patois per veicolare le notizie e cosa più grave, a parte alcuni sporadici tentativi, non si aprono ai contributi ed alla partecipazione dei lettori.

Il coinvolgimento e l'apertura ai cittadini sembra essere in generale poco praticata anche dai siti internet del mondo istituzionale, alle prese con responsabilità e legislazioni piuttosto stringenti. Insomma il percorso "La partecipazione a portata di click" ha indagato e messo in luce come nel complesso il web 2.0 – che sollecita un'interazione continua con l'utente – in Valle d'Aosta sia ancora ad uno stadio di immaturità ed ha sollecitato i diversi soggetti coinvolti – dagli editori, ai rappresentanti istituzionali, dalle associazioni agli istituti culturali – a condividere maggiormente i contenuti e ad aprirsi al contributo degli utenti di internet che, anche in Valle d'Aosta, sono in costante crescita.

 

 

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