Legambiente invita a creare una spazio di discussione allargato per il vallone di San Grato

Legambiente Valle d'Aosta sposta le sue attenzioni sul vallone di San Grato per il quale si dice preoccupata, alla luce del progetto approvato dal Comune di Issime che prevede, all'interno del vallone, la realizzazione...
Società

Legambiente Valle d’Aosta sposta le sue attenzioni sul vallone di San Grato per il quale si dice preoccupata, alla luce del progetto approvato dal Comune di Issime che prevede, all’interno del vallone, la realizzazione di interventi di viabilità rurale, riassetto idrogeologico, captazione e distribuzione di acqua potabile per uso agricolo e per la produzione di energia elettrica. Un progetto che attualmente è sospeso in attesa di passare all’esame dell’ufficio regionale preposto alla Valutazione dell’Impatto Ambientale. Le paure dell’associazione ambientalista sono le stesse che hanno portato alla costituzione del Comitato per il vallone di Comboé.
?L’importanza e la complessità del progetto previsto – si legge in una nota – pongono problemi enormi ed è perciò auspicabile che si valichi la dimensione ristretta degli ambiti decisionali locali per creare uno spazio di discussione più ampio che dia risposta ai problemi di conservazione e valorizzazione del sito. La preoccupazione infatti è che i lavori previsti e l’uso di mezzi meccanici pesanti per la loro attuazione danneggino in modo irrimediabile la flora, gli antichi cumuli di pietra, le zone umide, i tratti di bosco più caratteristici e tutto ciò che è testimonianza fisica e materiale della colonizzazione walzer?.

Domenica 7 ottobre, il WWF e Legambiente Valle d’Aosta hanno organizzato una passeggiata nel vallone in questione, cui hanno partecipato circa 100 persone. Finalità dell’iniziativa era quella di far comprendere e far conoscere il singolare patrimonio di queste zone.
Il paesaggio che abbiamo incontrato nel vallone – sottolinea Maria Pia Simonetti, presidente del Circolo di Legambiente – è il risultato di una antichissima e felice convivenza tra attività umane e ambiente naturale, un patrimonio culturale straordinario della comunità walser, vanto per tutto il territorio valdostano?.
Sarebbe terribile – affermano gli organizzatori – se tale patrimonio dovesse essere violato e danneggiato in maniera irreparabile, con squilibri ecologici, paesaggistici e non solo“.

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