Martina Torrione approda alla Word Press Photo Foundation di Amsterdam

Per Martina Torrione la fotografia è una questione di famiglia. Grazie alla sua passione, determinazione e ad un percorso di formazione internazionale approda alla Word Press Photo Foundation
Martina Torrione fotografia
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Per Martina Torrione la fotografia è una questione di famiglia, un fil rouge che accompagna le varie generazioni, dal nonno Gianni, al papà Eugenio e allo zio Stefano, fino ad arrivare proprio a Martina. Altra passione di Martina è quella per le lingue, che perfeziona con il diploma al Liceo linguistico e poi con la laurea in Lingue e comunicazione per l’impresa e il turismo presso l’Università della Valle d’Aosta.

Il percorso universitario, oltre ad un anno accademico in Francia, ed in particolare a Chambéry, prevede uno stage all’estero, esperienza che porta Martina a trasferirsi a Londra, dove ha l’opportunità di conciliare, oltre allo studio, le sue due passioni presso un’agenzia di fotografia. La permanenza in Inghilterra, che inizialmente doveva essere di 4 mesi (durata dello stage), si protrae prima per un anno – in cui Martina, durante la redazione della tesi, lavora in alcuni bar e ristoranti – e poi per un ulteriore anno, in cui svolge uno stage presso un’organizzazione no profit, la Street Child.

Martina, che ha lasciato Aosta perché troppo piccola, col passare del tempo si accorge che la capitale britannica è invece troppo grande per i suoi gusti ed inizia così a guardarsi intorno, in cerca di nuove esperienze. Trascorre così alcuni mesi viaggiando con il fidanzato in Messico, per poi approdare in Olanda, ad Amsterdam, dove trova la sua dimensione e dove ha deciso, al momento, di fermarsi. Si tratta di una città a misura d’uomo, ma al contempo ricca di opportunità, e, in più, la lingua inglese è parlata pressoché da tutti. È il 2019 e quando Martina decide di specializzarsi ulteriormente iscrivendosi a un Master in Media Practice for Development and Social Change presso l’Università del Sussex.

Gli studi la riportano quindi in Inghilterra, questa volta a Brighton, dove per via del Covid rimane soltanto per un semestre. Il lockdown la riporta infatti in Olanda, dove si presenta un’ottima opportunità: uno stage presso la Word Press Photo Foundation, azienda operante nel settore del giornalismo internazionale. Un desiderio che si realizza: Martina sognava infatti di poterci lavorare sin da quando, anni prima, aveva visitato una mostra, proprio della Word Press Photo Foundation, allestita in Valle d’Aosta, al Forte di Bard. Lo stage si trasforma presto in un contratto di lavoro e per Martina è una grande soddisfazione: “è stato come per uno sportivo vincere le olimpiadi”.

L’esperienza si rivela all’altezza delle aspettative: lavorare per una società del genere permette di entrare in alcuni network di altissimo livello ed è possibile altresì percepire l’elevata attenzione alle diversità e all’inclusione. L’organizzazione si preoccupa di creare team di persone con background diversi, in modo da poter beneficiare delle differenti esperienze, punti di vista e conoscenze disponibili. Altro atout dell’azienda è quello di prestare molta attenzione alla condizione femminile, garantendo alle donne le medesime opportunità offerte agli uomini, ma non solo: trattandosi di un’azienda di respiro internazionale, anche la meritocrazia e la crescita personale sono principi cardine della gestione societaria.

Cambiando spesso domicilio, Martina si accorge di quanto siano importanti per lei quelli che definisce “i miei pilastri”, ovvero i suoi affetti più cari e soprattutto la sua famiglia. Vivere lontano da casa impone di conoscere nuove persone e costruire nuove amicizie che, talvolta, si trasformano in una seconda famiglia permettendo così di attenuare la mancanza di quella vera. Fortunatamente Amsterdam concede uno stile di vita molto positivo, offrendo molteplici opportunità che permettono un giusto equilibrio tra vita privata e lavoro. Nel tempo libero, Martina pratica lo yoga e l’arrampicata sportiva, quest’ultima ovviamente nelle sale dedicate, non essendo l’Olanda tra i territori più adatti a questa disciplina, mantenendosi in allenamento per i periodi in cui fa rientro in Valle.

È proprio la Valle che Martina scorge nel suo futuro: quell’Aosta che percepiva come “troppo piccola”, con il passare degli anni, sta diventando sempre di più il territorio ideale in cui porre le basi per una famiglia e, magari, dove crescere dei figli. Chissà, quindi, che il percorso di Martina non si intrecci presto con i tanti sentieri della Valle d’Aosta.

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