Medici in stato di agitazione: “L’ospedale Parini a rischio spopolamento”

"Da una parte  - sottolineano i sindacati - i concorsi sempre più frequentemente vanno deserti e dall’altra molti colleghi sperano nelle nuove norme in ambito pensionistico per raggiungere l’agognata pensione oppure aspettano di potersi trasferire altrove
L'ospedale regionale Umberto Parini
Società

Medici in stato di agitazione. La protesta è organizzata dalle organizzazioni sindacali della dirigenza medica e sanitaria, a livello nazionale, "preoccupate per lo stato della sanità pubblica e per lo stato del loro contratto di lavoro".

In una nota la Segreteria regionale Anaao Assomed  sottolinea come non sia più possibile "accettare il perseverante definanziamento della sanità pubblica in cui insiste il diritto alla salute  dei cittadini. Tanto meno si può restare inerti davanti al blocco delle trattative contrattuali, ferme da ben 8 anni.  Le risorse economiche stanziate sono inadeguate rispetto al prolungato saccheggio dei fondi contrattuali e ai risparmi generati dal turn-over dei dirigenti medici e sanitari."

Guardando alla situazione regionale il sindacato ricorda come "lo stato di malessere imperante nella nostra categoria è presente anche nella nostra regione, dove le risorse finanziarie continuano ad essere insufficienti per rimpinguare fondi specifici che potrebbero essere utili ad attrarre nella nostra realtà professionisti e invogliare quelli presenti a non cercare altre vie".  Per l'Anaao Assomed "il rischio è lo spopolamento del nostro ospedale, dove da una parte  i concorsi sempre più frequentemente vanno deserti e dall’altra molti colleghi sperano nelle nuove norme in ambito pensionistico per raggiungere l’agognata pensione oppure aspettano di potersi trasferire altrove, dove le condizioni di carriera ed economiche sono migliori."

Altre questioni sollevate dalla segretaria regionale riguardano: "il clima pesante quasi da “caserma”, in seguito alle disposizioni da parte aziendale previste dal decreto Madia" e ancora "le 4 ore di aggiornamento settimanale previste dal contratto nella maggior parte dei casi utilizzate a fini assistenziali per far fronte alle carenze di organico e alle liste di attesa.

 

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