Nel 2018 aprirà in Valle d’Aosta il primo centro di cremazione per animali

Ad aprirlo, a Saint-Christophe nei primi mesi del prossimo anno, l'impresa funebre Camandona: "Ci occuperemo di animali di piccole e media taglia, abbiamo raccolto le segnalazioni dei veterinari". Cresce il business degli animali d'affezione.
Immagine di repertorio
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È ancora tutto in itinere, ma ormai è anche una certezza: la Valle d'Aosta avrà il suo centro di cremazione per animali, il primo a livello regionale. Dopo la decisione di aprire a Gignod il primo cimitero per animali, seguito a ruota dalla discussione in Consiglio comunale a Chambave a luglio dello scorso anno sullo stesso argomento, si allarga sempre più il business e l'interesse delle ditte di onoranze funebri nei confronti degli animali domestici. 

Bisognerà aspettare però, approssimativamente, ancora un anno per l'apertura, da parte della ditta di pompe funebri aostana Camandona, del centro di cremazione che sorgerà a Saint-Christophe. Il tempo anche di attenersi alle 'Linee guida regionali sugli animali d'affezione' che, all'articolo 18, indicano l'obbligo di avere “appositi impianti certificati che permettano la cremazione di singoli animali recuperando integralmente le loro ceneri, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie vigenti”. Una struttura che coprirebbe anche una 'falla' della legge regionale n.14 del 1994 che prevede che la cremazione debba avvenire nel canile/gattile regionale, che però non è attrezzato, ad oggi, né per la cremazione stessa né per la restituzione delle ceneri, ma solamente di una stanza frigorifera per le salme.

“Sì, è vero – spiega Marco Camandona, titolare dell'omonima impresa funebre che ha deciso di investire in questo nuovo ramo – abbiamo in mente di costruire il centro di cremazione, che dovrebbe essere pronto per l'inizio del prossimo anno”.

La zona che ospiterà il nuovo centro è Saint-Christophe, su un terreno di proprietà della ditta, che ha anche l'obiettivo di evitare ai valdostani trasferte e cremazioni in terra piemontese, generalmente molto esose: “La gente ora deve andare a Torino per poter cremare il proprio animale – prosegue Camandona – anche se l'idea principale dell'apertura di una struttura simile è arrivata dalle esigenze segnalateci in particolare dai veterinari”.

Riguardo possibili accordi e convenzioni anche con il Corpo Forestale, che spesso ha necessità di liberarsi di alcune carcasse animali, l'imprenditore si sfila: “Non penso che lavoreremo con loro – conclude –, il nostro scopo è quello di concentrarci solamente sugli animali di media e piccola taglia”.

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