Domenica 14 giugno alle 17, alla libreria BrivioDue di piazza Chanoux, ad Aosta, Costanza Ghezzi e Valeria Gallina saranno protagoniste della doppia presentazione dei libri Il mestiere di mia madre e La fabbrica dei desideri, con l’introduzione di Federico Gregotti Zoja.
I libri
Il mestiere di mia madre

Una madre e una figlia. Una storia di donne, di emancipazione e lotta contro le ingiustizie del mondo. Un’avventura che si apre nella Sicilia rurale e arriva al cuore di Roma, subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale.
Lucetta dice che gli uomini non contano, i padri non contano: “Sono come gelati con lo stecco: il piacere dura poco, e quando è finito il resto si butta nel pattume, che se lo lasci sul tavolo lo arronzano le vespe. A che ti serve averli
intorno, che poi te li senti a rimbrottare tutto il giorno, per tutto quello che fai”.
Lucetta a Vittoria, in Sicilia, c’è nata per malasorte, e finora la sua vita è stata funestata da una fila di uomini deludenti: un padre stralunato morto in battaglia, un patrigno violento, un marito ignorante. Così, quando la macchina di Gregorio Palermo si ferma davanti a casa, le viene naturale pensare che sia venuto il tempo di fare bagagli. È tempo di fabbricarla da sé, la fortuna, e Gregorio può portarla a Roma, una città enorme e libera. Lascia tutto alle spalle, quindi, e parte senza un soldo.
Flaminia non sa cosa sia l’amore. Non c’è spazio per un sentimento simile all’istituto di suore. Certo, una volta al mese sua madre, Lucetta, fa capolino. È indipendente, bellissima, e la porta a mangiare la migliore carbonara di Trastevere. Poi l’abbandona di nuovo all’istituto, rincorsa da un uomo sempre diverso. Le suore bisbigliano cattiverie, dicono che quella donna vende il suo corpo, che andrà all’inferno. Flaminia non sa nemmeno cosa sia l’odio, perché tutto sommato è sempre stata una ragazza mite, pensierosa, e non ha mai capito quali sentimenti dedicare a una madre intermittente, splendida e terribile.
La fabbrica dei desideri

1910, Piemonte. Con le sue mani piccole e fredde, Giulia può incartare i cioccolatini senza farli sciogliere. È un dono prezioso. Ha soltanto quindici anni, è appena arrivata a Torino insieme a sua madre, Caterina, e ai fratelli, Angelo e Franco, alla ricerca di un futuro migliore. Il primo giorno alla Moriondo e Gariglio, una fabbrica di cioccolato, le operaie possono mangiare gianduiotti, cremini e praline a volontà, senza subire un richiamo disciplinare. Tutte le dipendenti fanno indigestione e passa loro la voglia di sgraffignare i preziosi frutti del lavoro in azienda. Ma per Giulia è diverso. È sempre stata la ragazza più cocciuta, la più determinata, e dopo aver conosciuto la vera povertà guarda quei dolcetti come gioielli di cui non ci si può stancare.
Col tempo, la famiglia inizia ad ambientarsi in città. Caterina lavora con Adele, rinomata sarta sabauda, e Giulia riprende gli studi interrotti troppo presto. La vita scorre serena ai Glicini, cascina sulla collina torinese con un bellissimo pergolato fiorito. Ma la Grande Guerra è alle porte. Gli uomini saranno chiamati uno dopo l’altro, torneranno stravolti o non torneranno mai, e le donne scopriranno una libertà nuova a cui non vorranno più rinunciare.
Le autrici
Costanza Ghezzi, fondatrice di Thàlia Servizi Editoriali, è vicepresidente della commissione per le Pari Opportunità del comune di Orbetello e fa parte della commissione Pari Opportunità provinciale. Ha pubblicato racconti su riviste e antologie. Il mestiere di mia madre è il suo romanzo d’esordio.
Valeria Gallina è socia di uno studio di dottori commercialisti. Vive a Torino con suo figlio e i suoi tre gatti. In questo romanzo riprende vita la storia vibrante e commovente della sua famiglia.

