Parte oggi un servizio di mediazione familiare con l’obiettivo di rendere meno traumatici i divorzi

Il servizio, ubicato in via Torino 18, dispone di tre mediatori, due di area psicologica e uno di area legale. Al servizio, pubblico e gratuito, si accede, su base volontaria, telefonando allo 1065/231335.
La presentazione del progetto di mediazione familiare
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Tra i primati detenuti dalla Valle d’Aosta è sicuramente quello di cui andare meno fieri. Stiamo parlando del numero di divorzi e separazioni che consegna, da alcuni anni, alla nostra regione la prima posizione in questa triste classifica.

Da gennaio al settembre di quest’anno le separazioni in Valle d’Aosta sono state 185 mentre i divorzi 110. Dati che arrivano dalle sole cancellerie dei tribunali civili e che non tengono delle coppie di fatto, la cui separazione quando ci sono di mezzo i figli, passa dai tribunali minorili. Nel 2008, in base agli ultimi dati Istat, i divorzi in Valle d’Aosta sono stati 503 ogni mille unioni. Uno su due quindi si è concluso in tribunale.

Cifre impressionanti che hanno portato la Valle d’Aosta a correre ai ripari soprattutto per affrontare quello che i dati non spiegano: le sofferenze che spesso si accompagnano a questa scelta e che riguardano non solo i coniugi, ma anche e soprattutto i loro figli.

Parte quindi oggi un servizio –  pubblico, gratuito e sperimentale per due anni –  di mediazione familiare.  “L’iniziativa – ha spiegato l’Assessore alla Sanità, Albert Lanièce – non ha intenti psicoterapeutici, non vuole sostituirsi agli avvocati e tanto meno vuole fare ritornare le coppie sui propri passi, ma vuole aiutare i coniugi a conciliare le proprie posizioni per rendere questo passaggio il meno traumatico possibile”.

Il servizio, ubicato in via Torino 18, dispone di tre mediatori, due di area psicologica e uno di area legale, debitamente formati. Al servizio si accede, su base volontaria, telefonando allo 1065/231335 nei seguenti orari: il lunedì dalle 10 alle 13 e il giovedì dalle 14 alle 17.

Il percorso di mediazione famigliare prevede una serie di incontri durante i quali la coppia con l’aiuto dei mediatori può raggiungere un accordo di intesa reciproca e durevole che risulti soddisfacente per se e per i figli.

“In questo percorso – ha spiegato Patrizia Scaglia, Dirigente servizio Famiglia e Politiche giovanili – ci sarà spazio anche per i figli. Anche loro avranno la parola e li si aiuterà ad elaborare la sofferenza”.

“Spesso – ha concluso Amelia Torreano, referente regionale del servizio – anche nelle separazioni consensuali, con il tempo, insorgono conflitti per la difficoltà di rispettare gli impegni presi. La mediazione vuole invece essere una garanzia per la durata degli accordi”.

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