Partout sanità: nel 2012 i servizi sanitari valdostani da casa o dal rifugio

La telemedicina ridurrà il gup tra territori di montagna e di pianura. Presentato il progetto che porterà in Valle la teleassistenza, l’accesso ai referti, alle immagini e alle prenotazioni via Internet, telepresenza, telelavoro e molto altro
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Il 2012 segnerà un passo in avanti nel rapporto tra nuove tecnologie e sanità. La conferma è stata data questa mattina, lunedì 2 novembre, in occasione della presentazione del Progetto di Telemedicina Partout Sanità.
Obiettivo del progetto, che si declina in diverse azioni, è l’attivaizone di alcuni servizi sanitari on line avanzati finalizzati ad avvicinare il cittadino alla struttura sanitaria regionale. Il paziente potrà, nel prossimo futuro, restare a casa senza recarsi presso le strutture sanitarie per l’espletamento dell’iter amministrativo o per l’erogazione di prestazioni, ma è raggiunto direttamente “in loco”, sul territorio, attraverso nuove forme di organizzazione e tramite l’ausilio delle nuove tecnologie informatiche e la crescente disponibilità della banda larga. In particolare la rivoluzione dei servizi sanitari interessa il telemonitoraggio dei pazienti a domicilio e nelle residenze per anziani, la teleassistenza medica via Internet, le immagini in video con telepresenza, l’accesso ai referti, alle cartelle radiologiche e le prenotazioni via telematica.
“E’ un progetto innovativo – ha spiegato l’Assessore regionale alla Sanità, Albert Lanièceche coglie le possibilità offerte dalle nuove tecnologie. Per noi diventa strategico decentrare i servizi per dare risposte appropriate, anche in un'ottica di razionalizzazione della spesa sanitaria. Le nuove tecnologie ci permettono, date le caratteristiche del nostro territorio, di ridurre sempre più quel “gap” che esiste tra realtà sanitarie di montagna e di pianura”. A delineare la genesi dei progetto è stata Stefania Riccardi, direttore generale dell’USL “Tutto è nato da un protocollo d' intesa siglato tra Telecom e Regione relativo allo sviluppo della banda larga in Valle d’Aosta: Telecom si impegnava della diffusione della tecnologia e la Regiona a mettere in campo progetti capaci l’utilizzo della stessa. Dopo un periodo di studio abbiamo individuato quali progetti sanitari potessero andare in questa direzione e quali potessere agevolare il cittadino”. Nasce così il Progetto Partout Sanità, cofinanziato dal Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS), del costo complessivo di 3milioni e 900mila euro dei quali 1mln e 800mila a carico della Regione.

Le aree di applicazione della sperimentazione che durerà fino al 2011 delle tecniche di telemedicina sono dunque la “teleassistenza, in struttura e a domicilio”; “l’accesso alla cartella radiologica, ai referti, alle immagini e alle prenotazioni via internet” che prevede l’accesso ai dati da parte del cittadino tramite il sito dell’Usl, e il “teleconsulto” da parte del medico radiologo; “le trasmissioni di immagini video/telepresenza” cioè la trasmissione di dati in tempo reale che permetta una valutazione continua da parte del CO 118 o CO Unica, della scena dove operano i soccorritori; “e-refuge” cioè dotare i rifugi alpini di una sistema di trasmissione dati ed immagini che aiuti a comprendere la gravità del malore o dell'incidente presso il rifugio stesso; “telelavoro: refertazione domiciliare” e “scheda di pronto soccorso informatizzata”. Il progetto di telemedicina coinvolgerà medici di base, volontari del pronto soccorso, rifugi alpini, microcomunità, cittadini e turisti.

 

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