Società di Silvia Pandolfini |

Ultima modifica: 29 Aprile 2021 14:50

Pont-Saint-Martin, lo skate park ha bisogno di manutenzione. I ragazzi al comune: “Ci pensiamo noi”

Pont-Saint-Martin - L’iniziativa è partita da un gruppo di ragazzi dai 19 ai 33 anni e una passione in comune: quella per gli skate e anche per i roller. E' uno dei pochi skate park della Valle d'Aosta e “aveva bisogno di essere sistemato”, conferma l’assessore Xavier Laurenzio. Il Comune si occupa degli interventi di manutenzione e delle spese, i volontari colorano e disegnano le pareti, continuando a progettare per valorizzare ancora di più lo skate park.

Marco MattielloMarco Mattiello
Skatepark
Lo skate park di Pont-Saint-Martin

L’aspetto dello skate park di Pont-Saint-Martin, situato nella zona della stazione ferroviaria, avrà una svolta, una sterzata come quelle che da anni è abituato ad ospitare. 

“Alla fine del primo lockdown volevo tornare a skateare ma ho trovato lo skate park chiuso” racconta Jean Pierre Bovo “così ho contattato il sindaco che l’ha poi aperto”. L’intraprendenza del trentatreenne non si è limitata a questo sollecito. Verso fine febbraio “ci è arrivata una mail in cui un ragazzo ci chiedeva di fare un sopralluogo per vedere se era possibile attuare delle manutenzioni” svela l’assessore al turismo, sport e associazionismo, commercio e attività produttive Xavier Laurenzio “perché secondo loro bisognava intervenire”.  “Menomale che ha chiesto!” esulta il fratello Michel; infatti dal sopralluogo è risultato che lo skate park necessitava davvero di un assestamento.

 

Interventi necessari e extra

Il gradino che blocca le evoluzioni dei ragazzi
Il gradino che blocca le evoluzioni dei ragazzi

In particolare “è disturbante” uno scalino che interrompe la fluidità dal pavimento a una delle rampe. Il problema è che “non è una gettata unica, il cemento non si è legato bene perché è stato messo in momenti diversi e con i vari passaggi degli skate si è rovinato” spiega Michel David Bovo. Si tratta di un inconveniente trascinato da anni. “Gli inviti si erano rotti già dopo due mesi”. E’ un piccolo gradino che costituisce un grande blocco per le evoluzioni dei ragazzi: “Tutta la velocità che prendi la perdi in quel punto. Fare dei trick oltre la rampa risulta difficile. I ragazzi si lamentavano ma a nessuno era mai venuto in mente di provare a chiedere al Comune”. “In realtà” osserva Jean Pierre “loro sono molto propositivi e ricettivi”.

Tanto è vero che l’assessore ha reagito con ammirazione. “Hanno fatto bene a osare” asserisce. “Abbiamo avuto un buon dialogo con loro da subito. Ci tenevano: sono affezionati a questo skate park, lo usano da tempo e da buoni cittadini hanno deciso di intervenire”.

Skatepark

Il gradino incriminato verrà sistemato con l’aggiunta di una lamiera e intanto si è già intervenuto su alcune rampe attraverso la sostituzione di pannelli e opere di manutenzione. Da queste operazioni necessarie è sorta un’altra suggestione: decorare le pareti. “Volevo dare un po’ di vita a questi muri grigi” giustifica Michel Bovo, che ha proposto di colorare tutte le parti verticali più alcune rampe pseudo orizzontali. “Hanno preso a cuore il progetto” dichiara l’assessore “Nel giro di una settimana avevano già una bozza. In questo noi abbiamo lasciato campo libero”.

I sei ragazzi: Michel Davide Bovo, Jean Pierre Bovo, Nicolò Masala, Marco Mattiello, Leonardo D’Angelo e Marta De Marchi hanno firmato un patto di collaborazione che durerà fino a fine maggio. “Io dirigerò il murales” dice Michel “e mi farò aiutare da loro. Ho preso le misure e scelto i colori: sarà un disegno geometrico con varie figure colorate, non volevo personalizzarlo troppo perché è un posto per tutti”. Si pensa di iniziare a breve, questa settimana, ma prima di dare il colore gli operai del comune provvederanno a pulire con l’idropulitrice le superfici delle pareti e a passare il fissante e il bianco. “Ci metteremo una o due settimane” stima Michel “Verremo nei pomeriggi e nel fine settimana”.

Loro ci mettono il loro tempo e noi mettiamo le spese” dichiara Laurenzio. Il Comune ha già ordinato il materiale necessario ai ragazzi: vernici, pennelli e dispositivi di protezione individuale, come tute e mascherine, e si occuperà della copertura assicurativa dei volontari.

E’ forse uno dei primi skate park della Valle d’Aosta, costruito intorno al 2007, e merita un rinnovamento. “Vissuto è vissuto. Io venivo spessissimo quando facevo le medie ed era molto frequentato” ricorda Michel, che ora ha 30 anni “probabilmente ha avuto tempi di vuoto, anche perché c’era una rampa rotta che poi hanno ricostruito, così ora si è ripopolato. A volte anche qualcuno da paesi limitrofi viene a passare un pomeriggio qua, c’è pure un quarantenne di Arnad che quando riesce viene dopo il lavoro”.

Un rilancio che suggerisce obiettivi ancora più ambiziosi

Rispetto ad altri stati, in Italia e in particolare in Valle d’Aosta, i posti dedicati a questo sport sono rari. Oltre a Pont-Saint-Martin, solo Saint-Vincent, Antey e da poco Aosta sono muniti di strutture per gli skate, ed è pure “uno di quelli fatti meglio” precisa Jean Pierre “E’ da sfruttare“.
Infatti se questo skate park “non ha mai avuto una grande vita come quelli fuori Valle” è, secondo i due fratelli, per la mancanza di un’associazione che lo sorregga. Per questo motivo lo sviluppo di un’associazione sportiva dilettantistica è una possibilità che attrae il gruppo di volontari. “Creerebbe più movimento, diventerebbe un bacino di utenza” vagheggia Jean Pierre “Per ora è tutto scemato, magari quando avrò più tempo libero se ne riparlerà”. L‘idea “c’è, però per adesso è congelata” ed è quella, per i ragazzi, di formarsi come istruttori federali per poi pianificare corsi di skateboard. “Organizzerei un corso di roller” immagina in aggiunta Michel.  Nel frattempo, si compenserà con “una specie di inaugurazione del murales e del restauro, anche perché da quando lo skate park è stato costruito non c’è mai stata” aggiunge quest’ultimo.

I ragazzi sperano che “con l’ingresso alle Olimpiadi ci sia un riconoscimento vero e proprio dello skate anche in Italia” dichiara Michel. “Si è sempre visto solo come uno sport hippy, freestyle…” commenta Jean Pierre. I fratelli hanno imparato in autonomia, spinti dalla condivisione. “Basta uno che impari a fare un salto e poi lo insegna a tutti gli altri” descrive con trasporto Michel “E’ uno di quei giochi che sono sempre esistiti, noi avevamo una tavola e ci è venuta voglia di provare. Poi io mi sono direzionato più verso i roller: me li sono fatti regalare a undici anni e da lì ho iniziato a fare i salti. E’ un continuo provare, cadere, provare, cadere…Se posso skaterò anche fino a 80 anni” assicura. Tuttavia, da soli “ci si perde un pochettino” sostiene Jean Pierre “Lo skate sta prendendo piede, è il momento di surfare l’onda“, riferendosi all’allettante idea di fondare una società e di conseguenza rilanciare ancora di più l’amato skate park.

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