“Premio Internazionale Donna dell’Anno”: definite le cinque finaliste

Provengono da Afghanistan, Libano, Marocco, Cina e Indonesia, paesi nei quali operano attivamente, le cinque finaliste della dodicesima edizione del premio promosso dal Consiglio regionale. La cerimonia finale sarà il 27 novembre a Saint-Vincent.
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Donne che si siano distinte nella difesa dei diritti umani, attraverso un'azione di tutela del diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza personale, che abbiano raggiunto con il proprio lavoro importanti obiettivi e apportato significative innovazioni e competenze, affermando l'identità femminile. Hanno queste caratteristiche le candidate al "Premio Internazionale Donna dell'Anno", promosso dal Consiglio regionale della Valle d'Aosta, in collaborazione con il Ministero degli Affari esteri, la Regione Valle d'Aosta, la Fondazione Crt, il Soroptimist Club Valle d'Aosta ed il Casino de la Vallée.

Si è riunita questa mattina, giovedì 3 settembre la Giuria di selezione per scegliere, tra una rosa di 25 candidate, le cinque finaliste. Presieduta dal Presidente del Consiglio Valle, Alberto Cerise, questa giutia è composta dalle Consigliere regionali Carmela Fontana, Hélène Impérial, Patrizia Morelli, Emily Rini e Manuela Zublena, dai rappresentanti del Soroptimist international Club Valle d'Aosta, Paola Varda, e del terzo settore, Carlo Romeo, Direttore del segretariato per il sociale della Rai, da Paolo Bonino, Presidente della Fondazione "Maria Bonino", da Giuseppe Piaggio, membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione Crt, e da Franca Zambonini, Vicedirettore del periodico "Famiglia Cristiana".

"Le cinque candidate – ha spiegato il presidente, Cerise – sono state scelte tra una rosa di 25 nominativi tutti di altissimo profilo, che ci sono stati segnalati dalla rete del Ministero degli Esteri, delle Ambasciate e dei Consolati, senza dimenticare l'interessamento da parte di altre organizzazioni, come la Comunità di Sant'Egidio. La Giuria di Selezione ha privilegiato una candidata per paese,  arrivando così ad averne una operante in Afghanistan, una in Libano, una in Marocco, una in Cina ed una in Indonesia".

Le candidate sono di questa dodicesima edizione del premio sono:

Mary Akrami, nata a Kabul nel 1977, è cofondatrice dell'AWSDC (The Afghan Women's Skills Development Centre), un'organizzazione no-profit, fondata nel 1999 con l'obiettivo di ridurre la sofferenza delle donne afgane e dei bambini con la promozione della pace e l'avvio di azioni di risanamento e di progetti di sviluppo, per rafforzare le loro capacità con l'istruzione e la formazione, perché possano contribuire alla ricostruzione del proprio Paese.

Dunia Baroud El Khoury, libanese, nata a Ghadir, vive in un Paese dove la guerra è durata per 30 lunghi anni. Lancia iniziative in favore delle famiglie d'agricoltori per fermare l'esodo rurale che rischia di impoverire ancora di più questa zona piena di ricchezze naturali e con un forte potenziale turistico. Nel 1994 Dunia crea cooperative agricole inserendo nei posti dirigenziali le giovani della Bekaa diplomate in gestione d'impresa e in grado di organizzare corsi di formazione per le donne.

Aicha Ech-Channa, nata nel 1941 a Casablanca. Ha studiato Scienze infermieristiche e si è specializzata come assistente sociale. Il suo impegno inizia con la lotta contro la tubercolosi e la pianificazione familiare. Di fronte a situazioni insostenibili e alla violenza sulle donne, Aicha fonda l'Association de solidarité féminine per aiutare le ragazze madri e le madri abbandonate con dei bambini piccoli.

Guo Jainmei, avvocato e attivista cinese, è impegnata da anni nella definizione di un quadro giuridico nazionale di tutela dei diritti delle donne. Fonda il Center for Women's Law Studies and Legal Aid, la cui missione è quella di fornire consulenza giuridica in casi specifici di abuso contro donne tanto in contesti di lavoro quanto in situazioni domestiche, tramite la creazione di una rete di assistenza giuridica con l'introduzione delle azioni legali collettive.

Siti Musdah Mulia, nata a Bone nel 1958, è una delle figure più rappresentative dell'Islam indonesiano, di cui interpreta autorevolmente la tradizionale apertura al multiculturalismo. Giurista e teologa, difende i diritti delle donne nella società musulmana, opponendosi alla poligamia e ad ogni forma di discriminazione. E' impegnata nel dialogo tra le religioni e si oppone alla pena di morte, rivendicandone l'estraneità alla corretta interpretazione islamica.

Tra queste cinque finaliste, la Giuria del Premio, presieduta da Umberto Veronesi, individuerà la "Donna dell'anno 2009": per lei, un premio da 50.000 euro, da destinare all'attività e all'azione che ne hanno determinato l'assegnazione.
Inoltre, nel corso della cerimonia finale, il 27 novembre al Grand Hotel Billia di Saint-Vincent, a una delle cinque candidate, la Giuria attribuirà il Premio Soroptimist club Valle d'Aosta, del valore di 2.500 euro.

 

 

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