Presentata la nuova guida AIS Vitae 2026 tra numeri, territorio e sguardo internazionale.

Durante la serata sono state assegnati i riconoscimenti ai produttori premiati presenti nella guida.
I produttori premiati dalla guida Vitae - foto Gualtieri
Società

Produttori, sommelier e appassionati, si sono ritrovati ieri, mercoledì 28 gennaio ad Aymavilles per la presentazione dell’edizione 2026 della guida “Vitae”, il volume di riferimento dell’Associazione, confermando il ruolo centrale della guida nel racconto e nella valorizzazione del patrimonio vitivinicolo regionale.

Fondata il 25 gennaio 1971 al ristorante Casale di Saint-Christophe, con Fulvio Casale primo presidente, l’Associazione Italiana Sommelier Valle d’Aosta porta avanti da oltre cinquant’anni un obiettivo chiaro, quello della formazione professionale degli addetti ai lavori del settore enogastronomico e la promozione dei prodotti del territorio. Un percorso che, anche grazie ai concorsi e a un lavoro costante sul campo, ha contribuito a rendere la professionalità dei sommelier valdostani un valore riconosciuto ben oltre i confini regionali.

Per l’edizione 2026, la guida “Vitae” si ispira a un concetto forte e simbolico, quello della centralità dei numeri. “Numeri che non sono semplici cifre – è stato spiegato – ma la sintesi di un lavoro rigoroso e di una visione chiara”, con l’obiettivo di rendere la guida uno strumento sempre più autorevole, trasparente e utile.
La novità più evidente riguarda il punteggio in centesimi, che assume un ruolo centrale nella valutazione dei vini d’eccellenza. “Un dato chiaro, immediato e oggettivo”, pensato per riconoscere le performance più alte e celebrare i migliori prodotti dell’enologia italiana. I riconoscimenti partono dai 90 punti in su, soglia che identifica l’eccellenza secondo i criteri AIS.

Accanto ai punteggi, Vitae 2026 introduce anche quattro selezioni speciali, ciascuna composta da 100 etichette: i Grandi Vini, i Vini di Territorio, i Vini Innovativi e i Vini Valore/Prezzo. Non semplici classifiche, ma quattro percorsi di lettura per esplorare il meglio della produzione nazionale, con un’attenzione particolare all’identità dei territori.
Se i numeri rappresentano il nuovo punto di riferimento, i valori fondanti di Vitae restano saldamente legati alla territorialità. “I nostri numeri nascono da una conoscenza profonda e capillare del territorio”, è stato sottolineato, grazie a sommelier che vivono quotidianamente le zone che raccontano e dialogano con i produttori di etichette.

Presentazione guida Vitae
Presentazione guida Vitae

Ampio spazio è riservato nella guida anche al racconto dell’annata perché per comprendere un vino, infatti, si deve conoscere il millesimo che lo ha generato. Per questo, nell’introduzione a ogni regione, la guida propone un’analisi dettagliata delle caratteristiche climatiche e produttive dell’anno, fornendo il contesto necessario per dare ai numeri il giusto peso.

Lo sguardo di Vitae 2026 è inoltre sempre più internazionale. La guida sarà tradotta in inglese, presentata anche a Londra e integrata in una nuova app, disponibile anche in lingua inglese, che consente la geolocalizzazione dei produttori per farne uno strumento di riferimento globale, pensato per buyer, ristoratori e appassionati che desiderano scoprire il meglio del patrimonio enologico italiano.

Presentazione guida Vitae 2026
Presentazione guida Vitae 2026


Alla presentazione erano presenti il presidente AIS Valle d’Aosta Alberto Levi e la responsabile della guida Vitae Katia Albanese, al suo primo anno in questo ruolo.
Sommelier dal 2008, degustatore ufficiale e relatore AIS, Levi ha ricordato come la guida sia oggi “sempre più legata alla didattica” e come i sommelier siano veri e propri ambasciatori del territorio. L’edizione 2026 rappresenta l’undicesima edizione ufficiale e segna un cambio di direzione importante, con una forte attenzione alla territorialità e all’apertura internazionale.

Presentazione guida Vitae 2026
Presentazione guida Vitae 2026


“Vitae è un fiore all’occhiello ed è una guida a cui teniamo molto come squadra”, ha spiegato Katia Albanese illustrando le novità grafiche, pensate per dare maggiore centralità ai punteggi, e il lavoro delle squadre di degustatori impegnate nelle visite alle cantine e nelle interviste ai produttori. “È un lavoro lungo, che parte da febbraio e arriva fino all’estate, con una grande attenzione alla precisione dei dati”.
“La guida va sempre più verso il digitale – ha aggiunto – ed è uno strumento utile per il territorio e per la ristorazione. Alla presentazione ufficiale della guida a Firenze, la nostra regione è stata molto ricercata Siamo una regione piccola, ma con un grande valore a livello nazionale”.

Durante la serata sono stati consegnati gli attestati di premiazione ai produttori ed ai loro prodotti. Numerosi i riconoscimenti assegnati ai vini della Valle d’Aosta in Vitae 2026.
Tra le etichette premiate figurano
Maison Anselmet con il Valle d’Aosta Chardonnay Élevé en fût de chêne 2023 (91) e il Pinot Noir Semel Pater 2023 (90), Cave des Onze Communes con il Pinot Noir Coin Noble 2023 (91), Cave Gargantua con il Gamaret 2023 (91), Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle con la Cuvée des Guides Pas dosé (91), Château Feuillet con il Chardonnay 2024 (90), Di Francesco-Gasperi con il Fumin 2021 (90), Didier Gerbelle con il rosso Père et Fils 2023 (90), Grosjean Vins con il Pinot Noir Les Frères 2022 (91), l’Institut Agricole Régional con il Vuillermin 2023 (92, premio) e la Petite Arvine 2024 (90), La Crotta di Vegneron con il Chambave Muscat Attente 2021 (91,5), La Plantze con Ad Completorium (91, premio), La Vrille con il Chambave Muscat 2023 (90), Les Crêtes con il Syrah 2021 (90), Lo Triolet con il Pinot Gris 2024 (90), Ottin con il Clairet (95, premio) e il Pinot Noir L’Emerico 2022 (90), Ermes Pavese con il Blanc de Morgex et de La Salle Pas dosé Pavese XXXVI 2020 (94, premio) e il 25 Pas dosé 2013 (93), André Pellissier con il Torrette Supérieur 2022 (92), Piantagrossa con il Nebbiolo Dessus 2023 (90) e Rosset Terroir con il Chardonnay 770 2023 (91).

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