Prosegue la riorganizzazione delle unità parrocchiali

L’azione si inserisce nella seconda fase del Cammino sinodale della Chiesa italiana; oltre a eventi dedicati a San Francesco e a San Bernardo sono in programma altri momenti finalizzati alla stabilizzazione delle nuove realtà ecclesiastiche sul territorio.
Da sinistra Don Fabio Brédy, Monsignor Franco Lovignana e Vanna Balducci
Società

La Diocesi di Aosta intraprende il cammino del nuovo anno parrocchiale 2023/2024 nel segno della lettera pastorale “Gesù…camminava con loro: Percorso sinodale e avvio delle unità parrocchiali”. Presentata durante la conferenza stampa di oggi dal vescovo di Aosta, Monsignor Franco Lovignana, la lettera annuncia il perfezionamento e la stabilizzazione delle parrocchie del territorio in 33 unità parrocchiali. Tale azione si inserisce nella seconda fase detta “sapienziale o di discernimento” del Cammino sinodale della Chiesa italiana e prevede, sin dal mese corrente, progressive assegnazioni dei parroci alle nuove unità.

La riorganizzazione delle parrocchie

Le unità parrocchiali sono il risultato dell’accorpamento di due o più parrocchie la cui attività pastorale diviene comune e dunque pensata in chiave globale; esse puntano a mantenere inalterati nel tempo quel senso di appartenenza e quelle relazioni personali tipiche delle realtà di piccole o medie dimensioni.

“La nostra Diocesi ha scelto di intrecciare tale riorganizzazione con il Cammino sinodale, prediligendola come sorta di rilancio della nostra vita ecclesiale – ha spiegato Lovignana -. Ecco perché l’icona scelta per l’anno parrocchiale rappresenta il cammino dei discepoli a Emmaus e l’incontro con Gesù risorto così come narrato dalla pagina evangelica di San Luca”.

La fase sapienzale si basa su 5 tematiche che fungano per le unità parrocchiali valdostane da obiettivi e strumenti di lavoro nel guadagnare maggiore radicamento nei paesi interessati dalle modificazioni.

“Il nostro primo scopo è quello di una “Missione da vivere con uno stile di prossimità”, ovverosia della conversione delle unità parrocchiali in stazioni missionarie e luoghi umani in cui si condivide e si celebra la fede traducendola in accoglienza – ha annunciato Lovignana -. È, in sostanza, ciò che io chiamo la “Rievangelizzazione della Valle d’Aosta”, nell’ambito della quale tutti i membri della comunità, religiosi e laici, rappresentanti politici e culturali, possano intavolare un dialogo e riavvicinarsi alla bellezza del cristianesimo”.

Oltre a “Riappropriarsi della lingua comune del nostro tempo”, ovvero apprendere a raccontare il proprio vissuto di fede e il Vangelo con un linguaggio più moderno e vicino alle nuove generazioni, in seno al Cammino sinodale sono previste azioni di “Formazione alla fede cristiana”, ovverosia momenti di incontro tra fedeli dove la parola di possa emergere dalla comunione sociale.

“L’orientamento a “Sinodalità permanente e corresponsabilità” presume che la fede non debba essere calata dall’alto al basso bensì frutto di ascolto e confronto fraterno, di progettazione e azioni collettive attuate nella consapevolezza che la responsabilità va condivisa tra sacerdoti e cristiani senza per questo confonderne i ruoli – ha proseguito Lovignana -. L’ultimo punto concerne il “Cambiamento delle strutture materiali” e stabilisce il rilancio dei Consigli come luoghi di responsabilità e il ripensamento ad altra finalità di sedi quali le canoniche e o locali del ministero pastorale”.

San Grato

La conferenza stampa anticipa la giornata di Solennità di San Grato dove domani, giovedì 7 settembre, Aosta festeggerà il patrono della propria diocesi con un programma tradizionale.

Le celebrazioni esordiranno nella serata odierna con la route all’eremo di San Grato dedicata ai giovani, che al fianco di Lovignana si ritroveranno a Pila alle 20,30 per un momento di preghiera collettiva.

L’indomani, al termine della messa presso la Cattedrale di Aosta aperta alla comunità dei fedeli, le reliquie del santo verranno condotte in processione lungo le vie della città quale segno di affidamento della propria vita quotidiana alla sua protezione. La giornata sarà peraltro occasione per annoverare tra i candidati al presbiterato il seminarista Simone Garavaglia. Alle 17 sono peraltro in programma presso la cattedrale del centro città i vespri solenni presieduti dallo stesso vescovo.

Le iniziative dell’anno parrocchiale

L’anno parrocchiale 2023/2024 prenderà il via dal prossimo lunedì 18 settembre con una due giorni dedicata alla formazione di presbiteri e diaconi presso il Priorato di Saint-Pierre, dove saranno affrontate tematiche quali le unità parrocchiali e il Cammino sinodale.

“Nell’anno in cui la Valle d’Aosta si prepara a offrire l’olio per la lampada che arde sulla tomba di San Francesco di Assisi, la Diocesi di Aosta ha in calendario una serie di eventi che coinvolgeranno tutta la regione – ha anticipato il vicario generale, il canonico Don Fabio Brédy -. Dopo il pellegrinaggio cui da lunedì 2 a giovedì 5 ottobre prenderanno parte oltre 200 persone, alle 20,30 di lunedì 30 ottobre ospiteremo in collaborazione con il Comune l’arcivescovo di Bologna nonché presidente della conferenza episcopale di Roma, Matteo Zuppi”.

Ricorre ugualmente quest’anno il primo centenario della proclamazione a patrono degli abitanti e dei viaggiatori delle Alpi e degli alpinisti di San Bernardo, nato esattamente 1.000 anni fa e canonizzato 900 anni fa.

“Sabato 14 ottobre organizzeremo assieme all’Académie Saint-Anselme una giornata di studio per approfondire il legame del santo con la Valle d’Aosta e la diffusione in loco del suo culto – ha continuato Brédy -. Sarà inoltre visitabile sino a quello stesso giorno l’esposizione museale “”Saint Bernard: un soleil sur la pointe des Alpes””.

Ulteriori iniziative saranno messe in campo collegialmente dagli uffici pastorali con l’obiettivo di costruire assieme un nuovo percorso sinodale che aiuti le unità parrocchiali a portare e mantenere un clima di fede sul territorio.

I numeri della Diocesi

La Diocesi di Aosta conta a oggi 61 sacerdoti incardinati al suo interno, tra cui 15 a riposo, 2 in servizio fuori regione e i restanti 44 in servizio sul territorio; a essi si sommano 5 sacerdoti fidei donum provenienti da altre diocesi ma attivi sul territorio, 6 sacerdoti religiosi che svolgono ministero parrocchiale a tempo pieno e 7 sacerdoti religiosi che svolgono altre attività pastorali oppure ministero parrocchiale a tempo parziale.

Ai 13 diaconi permanenti attualmente presenti tra le fila diocesane, di cui 9 in servizio e 4 a riposo, il prossimo 17 settembre andranno ad affiancarsi 6 nuove figure che saranno ordinate diaconi permanenti.

Per la sua controparte femminile, la Diocesi di Aosta accoglie 72 religiose, tra cui 56 suore di San Giuseppe, 4 figlie di Maria Ausiliatrice occupate presso la Parrocchia di Saint-Martin-De-Corléans, 3 suore della Congregatio lesu impiegate presso la Parrocchia di Sant’Orso e la Caritas, una suora della carità di Santa Giovanna Antida Thouret che si suddivide tra ospedale e carcere e una suora di San Giuseppe Benedetto Cottolengo impregnata a Saint-Vincent. Sono invece 25 le monache aostane, di cui 16 residenti nel monastero Regina Pacis di Saint-Oyen e 9 residenti nel monastero Mater Misericordiae di Quart.

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