Società

Ultima modifica: 14 Maggio 2019 10:58

“Prove Invalsi di francese troppo complesse”. La denuncia degli insegnanti

Aosta - Problemi in particolare nelle classi seconde della primaria. "Di fronte a questi testi alcuni bambini, prosegue il racconto degli insegnanti, sono stati colti da ansia, da paura di non riuscire a portare a termine il lavoro assegnato, sino ad arrivare a vere e proprie crisi di pianto."

Prove troppo complesse, non adeguate alle competenze dei bambini. A denunciarlo sono gli insegnanti della classe seconda della scuola primaria di alcune istituzioni della Plaine d’Aoste, in relazione ai test Invalsi di francese svoltisi questa mattina nelle classi seconde e quinte della scuola primaria.

“Nel corso della somministrazione delle prove, come insegnanti questa mattina ci siamo resi conto della non adeguatezza delle prove rispetto ai livelli reali di padronanza della lingua degli alunni valdostani, in particolare per quanto riguarda le prove della classe seconda” raccontano i docenti in una lettera. “Le prove non erano adeguate sia in termini di richieste fatte ai bambini, sia rispetto alle competenze attese al termine della classe seconda. Numerosi problemi sono stati riscontrati anche rispetto ai tempi che i bambini avevano a disposizione per organizzare il lavoro e alla non linearità della prova, che era complessa anche dal punto di vista grafico”.

Di fronte a questi testi alcuni bambini, prosegue il racconto degli insegnanti, sono stati colti da ansia, da paura di non riuscire a portare a termine il lavoro assegnato, sino ad arrivare a vere e proprie crisi di pianto.

Contattato l’Assessorato “per avere delucidazioni e per avere un confronto con chi aveva elaborato i quesiti” le insegnanti hanno scoperto che ad elaborare le prove, era stata un’Università svizzera. 

Scoperta che ha lasciato aperti alcuni interrogativi nei docenti.

“Per quale motivo a elaborare le prove è un’università svizzera che non è sicuramente a conoscenza del livello di competenza in lingua francese degli alunni valdostani che, a differenza degli alunni svizzeri, non sono madrelingua? Per quale ragione ad elaborare tali prove non potevano essere docenti dell’Università della Valle d’Aosta?”. E ancora “per quale ragione non esistono in Valle d’Aosta delle indicazioni regionali, sulla linea delle indicazioni nazionali per il curricolo, che stabiliscano quale sia il livello di competenza atteso al termine della classe seconda e della classe quinta della scuola primaria, in modo da tarare l’azione didattica in base ad esse?”.

“Se l’obiettivo principale dell’azione didattica dovrebbe essere quello di creare, a scuola, un ambiente accogliente e favorevole all’apprendimento,  – concludono la lettera i docenti  – ci chiediamo infine quale sia la necessità di somministrare ai nostri alunni prove di tale difficoltà che di certo non favoriscono né agevolano il successo formativo dei nostri alunni”.

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