Referendum: maggioranza e minoranza si affrontano a colpi di pareri legali

La battaglia pro o contro i referendum sulla riforma elettorale prosegue in Consiglio regionale a colpi di pareri legali contrastanti. I due giuristi romani incaricati dalla Giunta regionale di esprimere un...
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La battaglia pro o contro i referendum sulla riforma elettorale prosegue in Consiglio regionale a colpi di pareri legali contrastanti.
I due giuristi romani incaricati dalla Giunta regionale di esprimere un parere riguardo alla legittimità costituzionale dei referendum sulla riforma elettorale hanno epresso il proprio parere negativo.
Secondo i penalisti Giovanni Guzzetta e Claudio Saverio Marini il referendum in materia elettorale si scontra con l’articolo 15 dello statuto valdostano ed è quindi incostituzionale. Anche l’ex presidente della corte costituzionale Valerio Onida ha espresso parere contrario all’ipotesi referendaria in una consulenza effettuata nell’ambito della convenzione che studia la riforma dello statuto.
Diversa opinione del comitato di saggi al quale, ai sensi di legge, spettava prendere una decisione riguardo alla legittimità dei quesiti referendari. Infatti secondo i tre professori universitari di diritto costituzionale che compongono il comitato le proposte referendarie sono perfettamente ammissibili.
Inoltre il gruppo dell’Arcobaleno, che sostiene attivamente le proposte di legge di iniziativa popolare, ha schierato un altro costituzionalista, i lprofessor Stelio Mangiameli, che ha valutato positivamente le ipotesi referendarie sulla riforma elettorale.
Prosegue quindi più acceso che mai il dibattito all’interno del Consiglio regionale.

Ma in aula ieri i consiglieri si sono occupati anche di federalismo fiscale.
Secondo quanto ha riferito Luciano Caveri, qualsiasi modifica degli equilibri fiscali sarà concordata con le regioni a statuto speciale.
Caveri ha poi ricordato che il testo approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sostiene la necessità di tenere conto del reddito pro capite degli abitanti come uno dei criteri per valutare le modalità di applicazione del federalismo fiscale.
Si tratta, secondo Caveri, di un criterio che, soprattutto se applicato su numeri ridotti quali quelli valdostani, conduce a risultati fuorvianti.

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