Referendum proposte elettorali: Caveri venerdì firmerà i decreti

Venerdì 8 giugno il presidente della Regione, Luciano Caveri, firmerà i decreti di indizione dei quattro referendum sulla proposte di legge elettorale concernenti la riforma del sistema elettorale valdostano. La Commissione...
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Venerdì 8 giugno il presidente della Regione, Luciano Caveri, firmerà i decreti di indizione dei quattro referendum sulla proposte di legge elettorale concernenti la riforma del sistema elettorale valdostano. La Commissione regionale per i procedimenti referendari e di iniziativa popolare composta da Alfonso Di Giovine, Mario Dogliani e Giorgio Lombardi, ha infatti consegnato ieri il parere sull’ammissibilità delle proposte referendarie.
La certezza, secondo quanto si legge nel documento di sei pagine redatto dai tre saggi, è che ?le leggi approvate dal Consiglio regionale non recepiscono i principi ispiratori e i contenuti essenziali delle proposte di legge popolare?. La Commissione rileva poi che “il punto critico sta nel mancato bilanciamento operato in relazione all’ipotesi dell’intervenuta approvazione consiliare di una legge diversa da quella oggetto dell’iniziativa popolare; con la conseguente sottoposizione a referendum del solo progetto di iniziativa popolare: il che impedisce al corpo elettorale di scegliere tra i due testi in campo?.
Il suggerimento, infine, che i tre saggi lasciano è il seguente: “qualora sulla base delle conseguenze istituzionali delle irragionevolezze e delle antonomie rilevate non si intenda addivenire ad una pronuncia della Corte Costituzionale, nulla impedisce al Consiglio regionale di risolvere il mancato bilanciamento approvando o una legge interpretativa o ‘per evitare i rischi e le incertezze connaturati da tali tipo di legge’ una legge che integri l’attuale disciplina“.
A sollecitare la richiesta alla Commissione era stato il Presidente Caveri, dopo che il Consiglio aveva approvato una legge di riforma elettorale e aveva invece respinto quelle di iniziativa popolare e approvato una risoluzione in cui si chiedeva alla Commissione stessa di valutare la compatibilità tra le richieste referendarie e lo Statuto speciale della Valle d’Aosta.

Ho ricevuto il documento della Commissione – ha precisato Caveri, – e ringrazio i saggi per aver offerto, con il loro articolato parere, interessanti spunti di riflessione in merito ai profili di incostituzionalità della legge, a suo tempo sollevati da me e dal Consiglio regionale; spunti di cui non si potrà non tener conto?.
Soddisfazione per l’indizione dei decreti arriva, infine, da parte dei Comitati promotori che hanno sostenuto fino a oggi le proposte referendarie e la richiesta di andare a referendum.
Nel rispetto dei principi della democrazia e dell’autonomia il potere ritorna al suo legittimo detentore: il popolo“. Così si legge in una nota di Vallée d’Aoste Vive che sottolinea come “i cittadini valdostani avranno così la possibilità di decidere con il loro voto le regole con cui si svolgeranno le prossime elezioni regionali e la possibilità, unici in Italia, di eleggere direttamente il governo della loro regione“.
Elio Riccarand, promotore dei comitati referendari, ha dichiarato che “La Valle d’Aosta sarà la prima regione in Italia in cui si svolgerà un referendum propositivo e questo costituisce un avvenimento di respiro nazionale“. Riccarand ha sottolineato infine che “come da noi sostenuto le leggi che il Consiglio regionale ha approvato non recepiscono i contenuti delle nostre proposte, i saggi hanno detto che bisogna andare al voto su tutte e quattro le nostre proposte“.

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