Ricercatori internazionali scrivono alla Regione contro la soppressione dell’Irre-Vda

Un gruppo di 153 ricercatori ed esperti di fama internazionale ha inviato una lettera alle autorità regionali contro la soppressione dell’Istituto. La discussione procede in un blog. Procede l'iter legislativo in Regione. Parola d'ordine: razionalizzare.
Società
Dopo le prese di posizione dei giorni scorsi dei vertici e del personale dell’Istituto Regionale di Ricerca Educativa della Valle d'Aosta, per la soppressione dell’istituto stesso entro il mese di settembre 2009, una nuova presa di posizione arriva da 153 ricercatori ed esperti internazionali che hanno indirizzato una lettera al Presidente della Regione, Augusto Rollandin, all’Assessore regionale all’Istruzione, Laurent Viérin, e al Presidente della V Commissione regionale, competente in materia, Gianni Rigo. Nella lettera i 153 firmatari, dei quali molti hanno avuto modo di collaborare con l’Irre VdA, sostengono la validità dell’operato dell’Istituto “il cui impulso – si legge – per le ricerche d’azione/formazione nel campo dell’educazione bi-plurilingue è riuscito a trasformare un’esperienza didattica regionale in un prodotto d’eccellenza, un modello di “buone prassi”, oggetto di studio in Europa e nel mondo. Un processo che, nello stesso tempo, ha costituito un fattore di apertura e di valorizzazione della Valle d’Aosta sul piano internazionale”. Le reazioni al disegno di legge sulla soppressione dell’istituto vanno dunque avanti e l’Irre ha aperto il dibattito sul blog “perché non parlarne?” presente sul sito www.irre-vda.org/nuovairre/ dove è stata pubblicata anche la lettera in questione.

Da parte della Regione non si fa retromarcia e la parola d’ordine rimane “razionalizzazione”. La soppressione dell’Irre è stata prevista in prima battuta nella finanziaria 2007 del Governo, in relazione all’istituzione, presso il Ministero della pubblica istruzione, dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica articolata, anche a livello periferico, in nuclei allocati presso gli uffici scolastici regionali. L’Agenzia è subentrata nelle funzioni e nei compiti svolti dagli IRRE e dall’INDIRE che contestualmente sono stati soppressi. “La discussione rispetto a soluzioni di rilocazione dell’IRRE non ha mai prescisso dal mandato affidato dalla Giunta all’Assessorato rispetto ad una valutazione del futuro dell’IRRE e ad una sua collocazione maggiormente valorizzante e funzionale in rapporto all’autonomia scolastica – ha fatto sapere l’Assessorato compente nei giorni scorsi – Il percorso proposto è volto ad operare una ricollocazione dell’IRRE all’interno dei servizi di supporto all’autonomia scolastica, anche in analogia alla collocazione nazionale delle sedi periferiche dell’Agenzia che ha riassorbito gli IRRE nazionali ( 50% del personale previsto in organico, come in Valle d’Aosta peraltro) presso gli Uffici scolastici regionali per analoghe funzioni, valorizzando nel contempo la professionalità acquisita dai ricercatori IRRE con una maggiore sinergia rispetto alle azioni di supporto all’autonomia scolastica della Sovraintendenza e dell’Assessorato. Figura inoltre la razionalizzazione della spesa centrandola su investimenti nella ricerca e nell’ulteriore sviluppo delle competenze del personale ricercatore piuttosto che su Enti che per la loro configurazione rappresentano sensibili fonti di uscite con un notevole sovradimensionamento”. Complessivamente i costi per il personale docente collocato fuori ruolo in servizio presso l’Irre, per i docenti supplenti presso le istituzioni scolastiche e personale regionale amministrativo in servizio presso l’IRRE ammontano complessivamente, secondo dati forniti dall’assessorato, a 988mila euro l’anno.

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