“Ricostruire Scarmagno”. Si chiama così il gruppo messo in piedi su Facebook da alcuni lavoratori (al momento gli iscritti sono circa 80, ndr) delle aziende colpite dal rogo dello stabilimento di Scarmagno, lo scorso 19 marzo. L’obiettivo è di "non darsi per vinti e sollecitare le forze sociali e le istituzioni a operare col massimo impegno affinché si creino le condizioni per una ripresa dell’ attività produttiva nel più breve tempo possibile".
All’appello si uniscono anche Rifondazione Comunista VdA e l’associazione Loris Fortuna che esprimono tutta la loro solidarietà ai lavoratori coinvolti, esprimendo la loro preoccupazione per la possibilità che un simile evento possa segnare la fine di un’unità produttiva che ha un’importanza fondamentale anche per lavoratori della nostra regione (una cinquantina circa, di ex dipendenti della I-Jet di Arnad ndr)”.
Lino Malerba, della Fiom-Cgil di Ivrea, il giorno successivo aveva sottolineato “la volontà e la determinazione dei lavoratori per la ricostruzione dei posti di lavoro. La ricostruzione è possibile a patto che sia la volontà delle aziende, dei loro clienti, e soprattutto il supporto da parte delle istituzioni. Questo territorio non può sopportare un’altra perdita di aziende e di lavoro”.
