Riforma costituzionale, Valle Virtuosa si unisce al Comitato per il No

"La riforma rivoluziona fortemente i rapporti di forza tra Stato e Regioni, togliendo a queste ultime, e ai loro cittadini, la possibilità di esprimersi su scelte che hanno una ricaduta diretta sui territori" scrive in una nota l'Associazione.
Paolo Meneghini, Jeanne Cheillon - Valle Virtuosa
Società

Valle Virtuosa si unisce al Comitato per il No al Referendum costituzionale. "La revisione costituzionale che sarà sottoposta a referendum confermativo nel prossimo mese di ottobre non si limita a cambiare forma di Governo e di Stato, introducendo in Italia un super-premierato senza contrappesi, ma rivoluziona fortemente anche i rapporti di forza tra Stato e Regioni, togliendo a queste ultime, e ai loro cittadini, la possibilità di esprimersi su scelte che hanno una ricaduta diretta sui territori" evidenza in una nota l’Associazione ricordando i temi dell’ambiente e della tutela del paesaggio. 

Secondo Valle Virtuosa la “clausola di supremazia”, che prevede la possibilità, per lo Stato, di intervenire in materie di competenza regionale quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, verrà esercitata per interventi su: "autostrade, ferrovie ad alta velocità, trivellazioni, impianti petroliferi, inceneritori, gasdotti, rigassificatori saranno più facilmente realizzabili, con buona pace per il territorio, ma anche per la salute, l’economia e la democrazia".

L’Associazione evidenzia, quindi, come "davanti a tutto ciò, non si può correre il rischio “di non scegliere”, perché la posta in gioco è da un lato lo stravolgimento del territorio e dell’ambiente; dall’altro l’identità stessa delle associazioni come la nostra, la cui capacità di interlocuzione su temi importanti come quello dei rifiuti non potrà che essere ridimensionata".

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