Riforma elettorale, il comitato referendario passa al contrattacco

All'indomani dell'approvazione, in aula, delle leggi di riforma elettorale, il Comitato referendario, ?preso atto con rammarico che il Consiglio della Valle ha respinto le quattro proposte che avrebbero consentito di...
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All’indomani dell’approvazione, in aula, delle leggi di riforma elettorale, il Comitato referendario, ?preso atto con rammarico che il Consiglio della Valle ha respinto le quattro proposte che avrebbero consentito di innovare profondamente il sistema elettorale regionale”, ha espresso in una nota stampa la richiesta di indire per il 4 novembre, prima data utile, il referendum popolare sulle quattro proposte di legge sottoscritte da circa 7.000 elettori valdostani.
?In alternativa alle proposte di iniziativa popolare – si legge nella nota – il Consiglio della Valle ha approvato delle normative che non recepiscono le proposte popolari: non c’é nessuna garanzia di alleanze preventive e di scelta di una organica maggioranza da parte degli elettori, non c’é l’elezione diretta della squadra di governo, rimangono le tre preferenze come ora, e le quote rosa si limitano ad un inadeguato 20%”.

L’approvazione delle tre leggi regionali sulla riforma elettorale ha intanto evidenziato una frattura interna ai DS Gauche valdotaine, che ha portato il consigliere Giovanni Sandri a ritirare la delega a Piero Ferraris, che non potrà più rappresentarlo all’interno della Convenzione per lo Statuto.
Con questa decisione Ferraris sarà perciò costretto a lasciare la Convenzione, di cui era stato nominato presidente.

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