Società di Nathalie Grange |

Ultima modifica: 22 Novembre 2020 11:40

Saint-Rhémy-en-Bosses raccontato nel progetto “I piccoli borghi” di Google e Anso

Saint-Rhémy-en-Bosses - Pubblicato il reportage, che si articola in foto, video e long form, curato da Aostasera e selezionato, insieme ad altri 11 borghi italiani per il progetto di quality journalism promosso da Anso e finanziato da Google.

Saint Rhemy en BossesSaint Rhemy en Bosses

Per settimane abbiamo percorso in lungo e in largo i vicoli e le stradine dei due borghi di Saint-Rhémy-en-Bosses per raccontarne la storia, incontrare testimoni, raccogliere le leggende e le tradizioni di questo piccolo comune, l’ultimo centro abitato prima del confine con la Svizzera.

Lo abbiamo fatto dopo aver saputo di essere stati selezionati, insieme ad altri 11 giornali online in Italia, per prendere parte al progetto “I piccoli Borghi Italiani”, un’iniziativa di quality journalism promossa da Anso, l’associazione nazionale della stampa online, e da “Google News Iniziative”, l’area della società americana che si occupa di giornalismo e media.

Il Progetto Piccoli Borghi Italiani

Il progetto ha due obiettivi: da una parte si propone di raccontare luoghi suggestivi e spesso dimenticati o comunque fuori dagli itinerari turistici di massa di cui l’Italia è terra ricchissima. Dall’altra ha un’ambizione editoriale ovvero affidare il racconto di queste realtà minori al giornalismo online iperlocale purché capace di valorizzarne le qualità e le problematiche attraverso un lavoro giornalistico di qualità, un accesso diretto alle fonti, l’uso degli open data e, più in generale, la valorizzazione delle potenzialità del digitale e della crossmedialità.

Dall’impegno di Aostasera.it è nato quindi un reportage su Saint-Rhémy-en-Bosses curato dalla direttrice Silvia Savoye con il supporto di chi scrive per la realizzazione di alcune interviste e di Massimiliano Riccio per l’elaborazione grafica dei dati. Un lavoro che è stato possibile soprattutto grazie alla collaborazione di giovani professionisti come Simone Fortuna per la parte fotografica e Fabio Réan per i video.

“Questo progetto mi ha consentito anche di approfondire le mie radici: la mia famiglia è originaria di Saint-Rhémy-en-Bosses e in particolare della frazione di Cuchepache dove mio nonno Graziano, lo storico maestro del paese, ha costruito la dimora di famiglia” racconta Savoye. “Dalla viva voce dei protagonisti ho raccolto così preziose testimonianze sulla tradizione secolare del carnevale, su come a metà del 1900 si trascorrevano gli inverni sotto metri di neve, di come è nata e si è sviluppata la tradizione del prosciutto di Saint-Rhémy, una delle poche Dop in Valle d’Aosta così come ho incontrato persone che mi hanno raccontato il loro legame indissolubile con questo piccolo borgo ricco di storia”.

Il reportage che si compone di gallery fotografie, video, interviste e long form è ora pubblicato, insieme ad altri due progetti, nel sito dedicato ai Piccoli Borghi.

 

 

 

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